Un titolo, un programma: Fermataresistenza. Da ricci/forte a Teatro Sotterraneo, ecco tutto il carnet annuale del Teatro Studio di Scandicci

Il titolo della stagione allude alla fermata della tramvia che collega il teatro scandiccese a Firenze e, unitamente, alla resistenza degli artisti in questi tempi di crisi: Fermataresistenza. E non pare arretrare davanti alle difficoltà, il sempre attivissimo Teatro Studio di Scandicci, che anzi presenta una stagione più ricca che mai di stimoli ed ospiti […]

Il titolo della stagione allude alla fermata della tramvia che collega il teatro scandiccese a Firenze e, unitamente, alla resistenza degli artisti in questi tempi di crisi: Fermataresistenza. E non pare arretrare davanti alle difficoltà, il sempre attivissimo Teatro Studio di Scandicci, che anzi presenta una stagione più ricca che mai di stimoli ed ospiti prestigiosi. Dopo l’inaugurazione, affidata a When di Motus, torna la compagnia ricci/forte con il nuovo lavoro IMITATIONOFDEATH, spettacolo ispirato all’universo scostumato di Chuck Palahniuk, in cui sedici performer creano un affresco collettivo senza personaggi “per annullare l’ultimo sortilegio che spinge la platea ad immedesimarsi con un protagonista”, spiegano  gli autori. A seguire, la nuova edizione di Finale di partita, testo beckettiano ri-tradotto, diretto e interpretato da Giancarlo Cauteruccio, a distanza di 15 anni dall’allestimento in calabrese che ha segnato la storia della sua compagnia, Teatro Studio Krypton: U juocu sta’ finisciennu.
Club Teatro – Rem & Cap è ospite con Colpo su Colpo di Riccardo Caporossi, mentre due drammaturgie di Giovanni Guerrieri, Gli Ultracorpi e Abram e Isac, compongono il dittico proposto dai pisani Sacchi di Sabbia. Danza internazionale con il coreografo, regista e performer croato Matija Ferlin, allievo di Sasha Waltz, e con il suo solo Sad Sam/almost 6, lavoro sull’infanzia e sulla sua fine, sul rapporto con il proprio mondo interiore e con gli altri, sulla forza dell’immaginario e di un linguaggio capace di creare le cose nominandole. Teatro Sotterraneo presenta Homo Ridens, performance-esperimento per indagare l’attitudine umana alla risata e, a seguire, Dizionario minimo del riso, lavoro articolato in ventisei lettere necessarie a presentare altrettanti esempi di “cose che nel corso dei millenni hanno fatto ridere, da Aristofane a Zelig“. Completano il progetto una rassegna di teatro ragazzi e un nutrito programma di appuntamenti radunati sotto il titolo Linguaggi dell’arte: lezioni sceniche di arte moderna e contemporanea, laboratori, talk e presentazione di libri.

– Michele Pascarella

www.compagniakrypton.it/teatrostudio.html

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Michele Pascarella
Dal 1992 si occupa di teatro contemporaneo e tecniche di narrazione sotto la guida di noti maestri ravennati. Dal 2010 è studioso di arti performative, interessandosi in particolare delle rivoluzioni del Novecento e delle contaminazioni fra le diverse pratiche artistiche.