Tutte le gallerie di MiArt. Il grande ritorno di Continua, mentre Start fa quadrato, disertando Bologna.  L’edizione di De Bellis decolla?

Perché le grandi gallerie italiane disertano le fiere nazionali? Ce lo chiedevamo pochi giorni fa, mettendo a raffronto le partecipazioni italiane a Frieze, con quelle delle fiere nostrane e, nel dettaglio, di Arte Fiera. Grossi nomi a Londra, che a Bologna, invece, mancano. Assenze che pesano, che saltano all’occhio e che innescano un po’ di riflessioni. […]

MiArt dall'alto

Perché le grandi gallerie italiane disertano le fiere nazionali? Ce lo chiedevamo pochi giorni fa, mettendo a raffronto le partecipazioni italiane a Frieze, con quelle delle fiere nostrane e, nel dettaglio, di Arte Fiera. Grossi nomi a Londra, che a Bologna, invece, mancano. Assenze che pesano, che saltano all’occhio e che innescano un po’ di riflessioni. Il format fiera, in Italia, non tira più? Tutto troppo obsoleto e poco stimolante? Il mercato locale sempre più debole? La crisi che incombe? O un certo snobismo da parte delle stesse gallerie, che quel minimo di economie preferiscono investirle all’estero? Forse un mix di tutto questo. Certo è che segnali di debolezza ne arrivano più o meno da tutte le parti: fiere tante, troppe, decisamente un overdose di proposte che il sistema, poi, non regge.
Ma proprio nel giorno della preview di Arte Fiera, arriva dalla direzione di MiArt l’elenco ufficiale delle gallerie presenti alla prossima edizione. E qualche sorpresa c’è. Vincenzo De Bellis, alla sua prima prova al timone della fiera meneghina, ce la mette tutta per tentare il grande decollo, e propone un bouquet di 126 gallerie italiane ed estere, suddivise in 4 sezioni: tornano la Established e la Emergent,  riconfigurate però nei parametri di partecipazione, e arrivano le nuove THENnow e Object. La prima  è una sezione su invito – curata da Florence Derieux, direttrice del FRAC Champagne-Ardenne di Reims e Andrea Viliani, direttore del MADRE di Napoli – basata su dei vis à vis tra 8 coppie di artisti di generazioni diverse, uno storicizzato e uno giovane; l’altra, curata da Michela Pelizzari e Federica Sala, dà spazio a gallerie che promuovono oggetti di design moderno e contemporaneo, tutti in edizione limitata, pensati come multipli d’artista.

Vincenzo De Bellis

E veniamo ai nomi degli espositori. Dicevamo della crisi e delle defezioni varie, piuttosto uniformi sul territorio nazionale. Ma MiArt pare andare, in tal senso, in controtendenza. Rimpolpata la selezione rispetto all’anno precedente, con nomi importanti che non c’erano e che adesso spiccano: Continua e De Carlo, in primis. Due ottimi colpi a segno. E poi il dato chiaro il fior fiore del circuito milanese c’è, al completo, quasi a formare una squadra compatta. La squadra di Start Milano, in buona sostanza. Francesca Minimi, Massimo Minini, Kaufmann Repetto, Raffaella Cortese, Guenzani, Cardi Black Box, Suzy Shammah, Brand New… Tutti presenti, con il chiaro obbiettivo di sostenere e rilanciare la fiera milanese, strutturandosi intelligentemente in una sorta di cordone di protezione. Tutte gallerie che, però, a Bologna non ci sono. Una scelta strategica molto precisa: si taglia di qua e si investe di là. Disegno già avviato nelle scorse edizioni, che adesso si compie, rivelandosi in tutta chiarezza.
Molta l’attenzione riservata nell’edizione De Bellis alle gallerie straniere: il 40% degli espositori proviene da 15 Paesi esteri e oltre la metà approdano a MiArt per la prima volta. Da Laura Bartlett di Londra a Johan Berggren di Malmö, da Isabella Bortolozzi di Berlin a Marta Cervera di Madrid, da Meessen De Clercq di Bruxelles a Andrew Kreps di New York, da Société di Berlino a Vilma Gold di Londra; e poi, tra le emergenti, Christian Andersen da Copenhagen, Club Midnight e Clarence Mews da Londra, Laurel Gitlen e Joe Sheftel da New York, Freymond-Guth Fine Art da Zurigo.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.