Stile o speciale approccio al mondo? L’American Academy in Rome indaga il Realismo con una mostra nata anche fra le pagine di Artribune: ecco chiccera all’opening

Non è propriamente inserita nel pieno dei circuiti abituali per l’artworld capitolino, l’American Academy in Rome, appollaiata com’è sopra il Gianicolo, pressoché priva di mezzi pubblici di collegamento. Eppure di gente ne è arrivata tanta, per L’idea del Realismo, la mostra nata da una serie omonima di articoli di Artribune, nell’ambito del più ampio progetto […]

Non è propriamente inserita nel pieno dei circuiti abituali per l’artworld capitolino, l’American Academy in Rome, appollaiata com’è sopra il Gianicolo, pressoché priva di mezzi pubblici di collegamento. Eppure di gente ne è arrivata tanta, per L’idea del Realismo, la mostra nata da una serie omonima di articoli di Artribune, nell’ambito del più ampio progetto Cinque Mostre, un opening collettivo che si svolge in contemporanea. Curata da Christian Caliandro e Carl D’alvia, ospita le opere di tre artisti italiani, Gian Maria Tosatti, Giuseppe Stampone e Pesce Khete, e quattro americani, borsisti o ex-borsisti dell’Accademia, Carl D’Alvia, Nari Ward, Ward Shelley, Jackie Saccoccio.
La questione del realismo – spiegano i curatori – si è riposizionata negli ultimi mesi al centro dell’attenzione e del discorso pubblico: nel territorio dell’arte contemporanea, essa è ancora oggetto di fraintendimenti e sovrapposizioni concettuali. Le possibili declinazioni contemporanee e aggiornate del realismo – non uno stile, ma un tipo di approccio al mondo – sono l’oggetto di questa proposta espositiva. Riscoprire il realismo significa adottare finalmente un punto di vista diametralmente opposto a quello che noi siamo abituati da anni a definire come ‘autoreferenzialità’, e che vuol dire sostanzialmente negare l’esistenza della realtà esterna (la società, la storia, l’immaginario, l’economia: la vita). Ciò che cambia radicalmente dunque, in un’ipotesi realista, è l’approccio, la disposizione’ nei confronti del mondo: la fiducia nel fatto di comprenderlo, e che attraverso questa comprensione si possa produrre un cambiamento”. Dopo le parole, le immagini: eccovi la fotogallery e l’immancabile chiccera…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • non lo so la fruizione delle opere delude. Più interessante il testo, come il testo era centrale all’ultima documenta. Qualche anno fà presentai un progetto al whitney e poi inaspettatamente in altre sedi. Quel progetto penso fosse molto significativo rispetto l’idea di realismo…e a quello che noi riteniamo “reale”.

    .I’m not Roberta, Whitney Museum and different venues, 2010
    http://www.whlr.blogspot.it/2011/11/elevator-view-whitney-museum-24022010.html

    La conoscenza, o l’immaginazione, è reale? E oggi come conosciamo? Come immaginiamo? La mostra non affronta queste questioni. In mostra opere troppo deboli.

  • claudia frosi

    Reale ? da una persona che non ha il coraggio di scrivere il proprio nome e cognome ?
    Riprenditi , raccontaci la tua di vita reale , quando è triste nascondersi , quando è triste e reale guardarsi allo specchio e dire ; sono un Coniglio che si nasconde come un talpa , come è triste non avere il coraggio o peggio vergognarsi di scivere il proprio nome ? ma i tuoi genitori non ci pensi ? cosa gli rispondi quando ti chiedono cosa fai nella vita ? La talpa ? il Coniglio ? non ci conosciamo ma sei vuoi ti mando il mio numero di telefono e quando la notte non ti prende il sonno perché prendi coscienza del tuo amaro fallimento puoi chiamarmi .
    Ieri sera ho visto la mostra ( dimenticavo , abito a Milano e faccio la ricercatrice ) ho visto alcune opere che affrontono problemi e logiche attuali , opere incisive e dirette , come attuale è il tuo malessere depressivo ; ragazzi non possiamo essere tutti curatori , artisti o storici lascia perdere questo mondo non è per te , non ti vuole , oppure fatti conoscere , mostra il tuo di mondo , raccontaci la tua vita perché parlare di cose non tue che non ti piacciono ? stai perdendo il tuo tempo , parlaci di cose interessanti in questo modo passi e ti mostri per un rosicone che non riesce ad esistere in questo mondo, fa ti tutto per farti i notare ma credimi non è tempo la gente è stufa di chi critica e non ha soluzioni valide proprie che fai come fanno i nostri politici ? prova con la politica non so forse prova con Di Pietro , la gente mio caro amico è stufo della gente come te che nulla costruisce , che parla parla parla , raccontaci cosa fai e cosa ti piacerebbe fare , raccontaci come ti chiami , dove sei nato , mostrati così forse un giorno a qualcuno piaci e potrai finalmente toglierti la maschera da sficato e mostrarti finalmente per quello che sei . Quello che hai scritto è banale e superficiale mi sembri Di Pietro o peggio ! fidati sono stata molto buona, di solito mi piace parlare di cose e persone Reali ; viviamo in un paese allo sbando proprio per questa mentalità da mediocri , inizia a rispettare la tua storia personale non vergognarti , la nuova generazione non ti pensa proprio ; ha bisogno di esempi positivi , ci hanno fottuto tutto , proprio perché si sono sempre nascosti dietro a Sette , Partiti e Simboli . Non avere paura delle tue azione , non pensare che quello che scrivi è inutile e quindi ti vergogni di scrivere il tuo nome , poi scusami se un giorno per caso scriverai qualcosa di interessante la gente a chi deve dire bravo ? se vuoi ti mando il mio numero cellulare così almeno cerchiamo la cura del sesso forse ti rilassa un pochino !

  • Gino

    Brava Claudia Frosi concordo in pieno, molte meglio uno come il Boresta che per quanto discutibili siano le sue affermazioni ed azioni sono perlomeno sincere, e lui ci mette la faccia (in tutti i sensi) non nascondendosi come un coniglio dietro le proprie orecchie bagnate, ma piuttosto come una pulce tra i peli e i capelli degli altri gridando ad alta voce nome e cognome.

  • Ciao Claudia,
    forse non sei molto aggiornata, ma ho alle spalle quattro anni di lavoro su whitehouse, flash art, artribune, facebook, skype e altre riviste:
    – un lavoro fatto da una critica d’arte che è unica in italia (non perchè io sia speciale ma perchè a nessuno frega nulla, e i ricercatori stanno ben chiusi nelle università a cercare giustamente gli assegni).
    -un lavoro fatto di oltre 20 progetti esterni, assolutamente spontanei, fatti più come blocco di appunti che per apparire.
    – un lavoro fatto da un corso e un workshop itineranti (scrivi quì per info: praticorso@gmail.com) che , PENSA.. si rivolge alle persone…..a questo pubblico del contemporaneo che non esiste (alla mostra su realismo TUTTI addetti ai lavori e loro amici…questo è vergognoso e preoccupante…e non è certo colpa degli organizzatori….forse è colpa della generazione bonami-vettese che nulla hanno fatto…).
    Il mio nome è Luca Rossi…cosa ti devo dire? Ci vogliamo conoscere? Per fare l’amore? Solo in itali tra gli addetti ai lavori dell’arte si creano rapporti morbosi e incestuosi…e poi i risultati sono fiere GGGGIOVANi come Set up…porcherie autorizzate (puoi leggere il primo post di whitehouse dove argomento).
    Ecco perchè il mio lavoro si basa sull’immobilità e la distanza da questo sistema fatto da aperitivi e ricercatori rimasti all’800.
    Guardati il blog whitehouse e poi semmai ci incontriamo e facciamo all’amore.
    Luca Rossi

  • claudia frosi

    Luchino , ( scusami la confidenza ma se dobbiamo diventare intimi è meglio iniziare a conoscerci ) ma cosa hai scritto ? forse ti sei sbagliato ho capito bene ? ” prima di fare sesso con me per eccetarmi devo visitare il tuo blog ? ma ci sono tue foto nude ? hai qualità nascoste messe a nude ? secondo me sei sceso a provocazione in modo poco elegante , io sono una signorina molto carina , non è questo il modo di rispondere , io ho parlato di sesso non ti discussioni da bar come sei abituato tu .
    Andiamo per ordine ti chiedo quanti libri hai pubblicato ? con quali case editrici ? , quante mostre hai curato ? e sopratutto come vivi con quali soldi , in parole povere oltre ad illuderti e scrivere in modo qualunquista e populista come campi cosa fai nella vita , che tipo di professionista sei ? scrivi su FLASH ART quanto ti danno ? lavori gratis come il 99 per cento della gente ? sai quanta gente scrive su Flash art gratis ma purtroppo poi pochi diventono i Gioni , i Bellini , I Di Pietrantonio , i Laura Cherubini , Angela Vettese il resto fatto eccezione per pochi altri ” Noia ” , Politi ha fatto il suo glorioso tempo ( ha 80 anni non può leggere più il nostro tempo , ormai la rivista è in balia di curatori di serie B apri gli occhi ; ti dice nulla Mousse in Italia ? per non citare Artforum , E-flux o Frieze , ma dove vivi nel 700 , dimmi che stai scherzando ! ma ogni tanto viaggi ? leggi ? giri un po il mondo dell’arte internazionale ? ma dove vivi in Papuasia ? dai stavi scherzando ? Ti avevo avvisato che ero stata buona ma tu hai insistito , basta ci siamo stufati di gente come voi senza palle , senza faccia e senza nome, cosa hai fatto nella vita fino ad ora ? non conosco nulla di te , non ho mai visto nulla di te , svegliati viviamo in Italia culla del Rinascimento popoli di creatori e navigatori , inventori e artisti che tutti il mondo ci invidia e poi esce un coniglio come te a cui gente peggio di te da la patente di pagliaccio di 4 ordine , ma poi può chiamarsi una persona nata in Italia Luchino Rossini ? che scrive due barzellette solo per pubblicizzare il suo blog ? quante lingue parli tipo ? quanti aerei prendi in un anno ? quali sono le ultime mostre che hai visto nel mondo ? quali saggi hai letto ultimamente ? quali artisti conosci , ma sopratutto con quali artisti e curatori lavori nel mondo ? oggi ti ho scritto in modo gentile , secondo me sei solo funzionale a questo sistemuccio, ma non hai capito , la vera vittima sei tu fesso , svegliati !!!! scappa finche sei in tempo altrimenti di convinci sul serio di essere qualcuno , gli artisti vendono opere fanno la bella vita , fanno sesso mangiano in ristoranti top , sono ospiti di collezionisti pazzeschi in tutto il mondo non ti pensono , ma ieri sera sei stato alla mostra ? io ho visto gli artisti coccolati da collezionisti e curatori felici e soddisfatti , ma sopratutto chi èri ? come èri vestito ? ti èri nascosto ? ma non ti dispiace essere così trasparente ? senti il mio consiglio riprenditi la tua vita Reale l’arte non è cosa per te ti stanno sfruttando come fenomeno da baraccone , capisci che non fai nulla in questo mondo non conti nulla , non sposti nulla non crei economia non fai guadagnare soldi a nessuno , non fai fiere , non fai mostre , non scrivi libri , non insegni che fai ? , ma sei completamente fesso caro mio amico capisci che il mondo è di chi fa le cose e non di chi parla delle cose ? torniamo al sesso fidati è un ottimo antidrepressivo va bene e se sei dotato ti può finalmente garantire qualche soldino per comprarti qualche libro o biglietto aereo . In Italia siete abituati insieme a riviste ormai decadenti a cantarvela e suonarvela ma c’è un particolare ; oggi viviamo in un villaggio globale dove le cazzate hanno le gambe corte , siamo l’unico Paese che fa le classifiche dei curatori e degli artisti ; amici di amici che dopo per vivere fanno altro e si cambiano il nome per vergogna , è finito il tempo in cui artisti amici di Politi come Montesano o le compagna di Luca Beatrice realizzavano le copertine del giornale e gente ignorante comprava le opere perché curatori di serie C scrivevano recensioni gratis solo per mettere il proprio nome sotto l’articolato , oggi questa gente neanche gratis vendono le opere, , è finito il tempo in cui il giornale di cui ti vanti di scrivere stipulava classifiche in cui le sue servette di corte che lavoravano nel giornale con contratti fiscalmente non legali figuravano ai primi posti della classifica , è finito il tempo in cui dettavano legge , sono finiti i finanziamenti pubblici che permettevano ai furbetti di corte di fare cose oggi lavora e realizza cose solo la gente che è capace mio caro amico , all’estero ridono fesso di queste cose, alcuni anni fa quando la figlia di Politi ha aperto la galleria e il padre recensiva i suoi artisti , alcuni galleristi tedeschi a Basilea ci prendevano per culo dandoci dei mangia spacchetti e suonatori di mandolino , sai che in America quando compri una pagina di pubblicità non ti recensiscono ? nel tuo giornale la prassi è vuoi una recensione ? compra la pagina ! . Se venivi a Documenta avresti visto che gli unici due giornali di settori presente del Bookshop ufficiale della Manifestazione sono stati Mousse e Arte e critica , questo ti dice nulla ? poi facebook non è una rivista di settore è una piattaforma come skype , un social network ma sei proprio ignorante i ragazzini di 20 anni se vedono che hai scritto e scambiato piattaformi relazionali per riviste ti picchiano ; anzi ti chiedo scusa ritiro tutto mi sono sbagliato non vorrei che alla fine riesco a convincerti , non dire mai il tuo vero nome è molto meglio per te , ti risparmi figure di m. e qualche …….adesso ti raccomando concentrati solo sul sesso perché se mi rispondi di nuovo in modo autoreferenziale come hai fatto giuro sarò ancora più dura e spietata e sopratutto non te la do più . Buona notte coniglio .

    • nino frattocchie

      ah claudia a sto punto facce sognà! mannace na foto!!! almeno se consolamo!!

  • evviva

    Evviva Claudia Frosi!!!

  • Ma che dire… grazie, penso che tu abbia battuto anche la cristiana curti come lunghezza..ma tu claudia sei molto più simpatica e ti ho letto tutto dun fiato…

    Ma certo sono lo scemo del villaggio. Vorrei stare ai contenuti. Condivido la tua opinione su flash art…ma mousse e arte e critica sono diversi?????

    C’è una crisi di linguaggio nell’arte contemporanea (basta vedere la dipendenza dal testo a Documenta) e una crisi nel rapporto con il pubblico. Per me la critica e un rinnovato rapporto con il pubblico possono salvare le cose, anche a livello internazionale (dove se la passano meglio solo perchè l’azione critica è fatta dalla grande quantità i proposte). Per questo sto cercando di stimolare -non fare da solo- un confronto critico da 4 anni ormai. Ma sul blog trovi anche progetti ed un progetto pensato proprio per il pubblico. Ma temo che i tuoi amici Vettese, Bellini e Co. temano il giudizio del pubblico: e fanno bene perchè in parte ha ragione e in parte è analfabeta (viviamo un analfabetismo visivo…ma è normale ci vuole tempo, come è stato per la scrittura ecc ).

    Il fatto che tu mi offenda dandomi del coniglio implica che tu hai bisogno di ridimensionarmi…e questo per fare sesso non ti conviene :)

    ti assicuro che se decido di palesarmi sono cazzi

  • Ma che dire… grazie, penso che tu abbia battuto anche la cristiana curti come lunghezza..ma tu claudia sei molto più simpatica e ti ho letto tutto dun fiato…

    Ma certo sono lo scemo del villaggio. Vorrei stare ai contenuti. Condivido la tua opinione su flash art…ma mousse e arte e critica sono diversi?????

    C’è una crisi di linguaggio nell’arte contemporanea (basta vedere la dipendenza dal testo a Documenta) e una crisi nel rapporto con il pubblico. Per me la critica e un rinnovato rapporto con il pubblico possono salvare le cose, anche a livello internazionale (dove se la passano meglio solo perchè l’azione critica è fatta dalla grande quantità i proposte). Per questo sto cercando di stimolare -non fare da solo- un confronto critico da 4 anni ormai. Ma sul blog trovi anche progetti ed un progetto pensato proprio per il pubblico. Ma temo che i tuoi amici Vettese, Bellini e Co. temano il giudizio del pubblico: e fanno bene perchè in parte ha ragione e in parte è analfabeta (viviamo un analfabetismo visivo…ma è normale ci vuole tempo, come è stato per la scrittura ecc ).

    Il fatto che tu mi offenda dandomi del coniglio implica che tu hai bisogno di ridimensionarmi…e questo per fare sesso non ti conviene :)

    ti assicuro che se decido di palesarmi sono caz…i

    • claudia frosi

      Sono appena arrivato a Londra ( aeroporto ) , devo prendere un aereo per Pechino in questi minuti di attesa ho letto la tua risposta , continuo a vedere che non capisci che stò cercando di aiutarti ! domani ti rispondo speriamo servirà a qualcosa !
      Comunque buona notte e sogni d’oro : ) speriamo ti deciderai a palesarti ! la tua minaccia mi eccita ” ti assicuro che se decido di palesarmi sono caz…i ” domani ci divertiamo !!!!

  • giovanna

    Luca Rossi ha ragione….stiamo parlando di una mostra che prevede rituali che sono ormai anacronistici (fare l’opera e portarla in uno spazio)…quindi l’ambizione della mostra non è stata risolta…molto meglio un testo….

    Credo che Luca Rossi sia la cosa migliore successa in italia dopo Cattelan e che meriterebbe di vincere lui ogni tdue anni il premio Furla…ho trovato l’ultimo suo articolo nell’odiosa rivista flash art, e mi sento di condividerlo molto….

    http://www.whlr.blogspot.it/2011/11/question-time-flash-art-italia-ottobre.html

  • evviva

    guardate dal secondo articolo del link di giovanna:

    “Il Maxxi, quando fu pensato, era molto interessante e mi sarebbe piaciuto dirigerlo, ma poi si e’ impantanato nelle solite strategie da quattro soldi del sistema culturale italiano. Oggi, siccome critico sempre la gestione e le scelte catastrofiche che hanno fatto per la collezione, dicono che lo faccio perché sono astioso e risentito di non essere io il direttore. In Italia ogni critica non viene mai ascoltata per quello che è, ma viene sempre interpretata.”
    Estratto di un ‘intervista di Giancarlo Politi a Francesco Bonami

  • Elena

    Ciao Luca,  

    ho visto il tuo testo su Mujica. Si tratta sicuramente di un tema legato a Kremlino. Ma forse in questi quattro anni tu hai cercato di fare nei confronti dell’arte, nello spazio sperimentale dell’arte, quello che Mujica cerca di spiegare riferito al modello di sviluppo del pianeta. Mi spiego. Il sistema dell’arte cerca qualità e soddisfazioni in un solo modello di sviluppo; fatto di rituali e convenzioni in cui troviamo l’artista, il curatore, lo spettatore, il collezionista eccetera. In questo modello ci ritroviamo ultimamente tutti “poveri”. Ripensando ai tuoi progetti è evidente come tu voglia dire che si può essere “ricchi” nel mondo dell’arte, semplicemente non perseguendo un certo modello ormai inefficace. Mi tornano in mente alcune frasi: “gestire la distanza dallo spazio espositivo”, “non abbandonare mai l’opera attraverso la cura del blog”, “arrivare alla mostra in un momento più utile rispetto all’inaugurazione”, “non abbandonare mai lo spettatore attraverso la cura del blog”. Aggiungerei: gestire le informazioni, attraverso il blog, con la consapevolezza che spesso l’immaginazione ha un primato sulla conoscenza, senza che noi ce ne rendiamo conto; e quindi finiamo per subire questa mancanza di consapevolezza. Ti chiedono sei hai visitato le mostre che critichi, ma poi si permettono di commentare e criticare tutto perchè letto su i giornali -che poi sono blog..- o perchè visto su Facebook o in TV. Ti chiedono di metterci la faccia, come se tu dovessi conoscere di persona tutti componenti della “famiglia dell’arte” per poter portare avanti il tuo lavoro. Non si capisce cosa significhi metterci la faccia in un sistema dell’arte dove tutti nascondono le proprie reali opinioni in un compiacimento generale, finalizzato a leccare il culo a tutti “perchè poi non si sa mai”. Non fai nulla di strano che implichi il tuo nasconderti…quindi non si capisce perchè tu debba nasconderti. E’ evidente che vuoi mantenere con il sistema e i suoi protagonisti una distanza salutare. E fai benissimo.  Costoro non capiscono che la tua ecologia, nel recinto dell’arte, ha valore perchè è lo specchio di una potenziale ecologia che tutti noi potremo avere rispetto al mondo che ci circonda. Quindi continua così, hai tutta la mia stima.

  • artista pavido

    quante lingue parli tipo?
    quanti aerei prendi in un anno?
    quali sono le ultime mostre che hai visto nel mondo?
    quali saggi hai letto ultimamente?
    quali artisti conosci , ma sopratutto con quali artisti e curatori lavori nel mondo?

    Cladia Frosi, tu si che sei un grande artista! Sempre in giro per il mondo, biennali di qua e di là, sempre al top, con i lavori che fanno Wow!!!! Sempre a braccetto con i tuoi collezionisti.

    Le tue opere sei sempre ben attento ad orientarle come spira il vento. Prima facevi dei lavori osceni, francamente inguardabili, ma poi hai capito il trend, il mondo voleva un lavoro più politico, ed ecco che hai servito il mondo al meglio. Se cambia il vento, cambia il lavoro. E che ci vuole.

    Tanto per te mica è quello che conta, mica ci hai mai creduto nelle cose che fai?
    Per te l’importante è girare il mondo, stare sempre a braccetto con i tuoi collezionisti, con i curatori che ti ci invitano a quelle biennali improbabili.
    Poi verrà il giorno che sarai diventato vecchio e insostenibile e ti ritroverai solo, tu e il tuo lavoro in cui non hai mai creduto. Sai che desolazione…

    Però almeno avrai girato il mondo, avrai conosciuto schere di artisti che come te non servono a niente, avrai letto centinaia di saggi scritti da curatori fighi e inutili…

    • Savino Marseglia

      Al centro di queste lingue, linguine, linguette insipide e innocue, alla fine c’è sempre il grande fantoccio della costruzione borghese chiamata “Arte”: che è la lingua di pochi e per pochi catafalchi viventi, i quali mercificano, mistificano e coprono gli infami rapporti di classe nella palude dell’arte borghese…

  • nino frattocchie

    ma poi dove si possono vedere i lavori di questa Claudia Frosi? Sono curioso!
    Comunque la mostra era una chiavica!! :)

  • alla fine si salva Pesce Khete, la pittura perchè estremamente consapevole del limite della tela, si conferma seconda via.