Sono porci questi politici! Didascalico Santiago Sierra, in performance a Milano: suini al pascolo spazzolano una colata di pastone, che disegna in terra la cartina geografica della Spagna

Considerato il periodo dell’anno, propizio allo sferragliare degli attrezzi del norcino, si è trattata – forse – della loro ultima uscita. Chiudono in bellezza la propria passeggiata terrena, prima di incorrere nel fatale destino che li vorrà, presto o tardi, accoccolati a tavola: sono i sei maiali portati da Santiago Sierra al Lambretto Art Project […]

I maiali di Sierra in performance a Milano

Considerato il periodo dell’anno, propizio allo sferragliare degli attrezzi del norcino, si è trattata – forse – della loro ultima uscita. Chiudono in bellezza la propria passeggiata terrena, prima di incorrere nel fatale destino che li vorrà, presto o tardi, accoccolati a tavola: sono i sei maiali portati da Santiago Sierra al Lambretto Art Project di Milano, zona Ventura, in una lugubre nebbiosa serata di fine gennaio. Le bestie – una di loro opportunamente attrezzata di microcamera sulla groppa – sono liberate in un recinto di truciolati: sul pavimento, immensa, una cartina geografica della Spagna. Riprodotta con il pastone. Un po’ intorpiditi dall’atmosfera certo inconsueta, i maiali si aggirano tra Catalogna e Andalusia: annusano, grufolano, raspano ma soprattutto mangiano; inghiottono con una composta voracità, l’uno vicino all’altro, il testone chino. Qualcuno si ingozza e rigurgita, poi si riprende: e mangia, mangia ancora, mangia sempre. Senza fretta, senza frenesie: un pasto dilatato, logorante. Ma inesorabile.Alle nostre latitudini, quando sogni qualcosa che non si accadrà mai, decollano gli asini: nel mondo anglosassone, a volare, sono i porci. Pigs: acronimo che inanella Portogallo, Italia (ma anche Irlanda, se raddoppi la vocale), Grecia e Spagna. I cinque deboli d’Europa, le cinque economie che zavorrano le felici algide e precise terre del nord; gli irresponsabili che stanno mandando a monte il castello di carta dell’Euro, almeno secondo la lettura di Berlino e dintorni. The Iberic peninsula devoured by pigs: così Sierra titola l’intervento. Diretto, immediato: quasi didascalico.  Ma qualcosa, all’uscita, non torna. Te ne accorgi dai commenti sottovoce, sempre più insistenti: i maiali di Sierra non puzzano. Lindi e pinti, superbi; nemmeno un grammo di fanghiglia rimasto intrappolato negli unghioni. Sono stati opportunamente puliti e spazzolati: per non urtare l’olfatto del raffinato pubblico milanese, che il suino – all’ora dell’aperitivo – è abituato al più a vederlo parcellizzato sulle tartine? Oppure è scelta puramente artistica, ultima parodia di un sistema che getta fumo negli occhi, maschera, mente, cela la propria reale natura? Un porco resta un porco, ma se almeno cambia odore può sempre sperare di farla franca.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • G.M.

    Domandina: ma siamo sicuri che i maiali di Sierra rappresentino i paesi “pigs” e non coloro che li stigmatizzano come tali? Sicuramente ho perso dei passaggi, ma non sono riuscita a trovare dichiarazioni dello stesso Sierra in proposito…
    Questa lettura dell’allegoria mi sembra un pò dissonante con il resto del lavoro dell’artista…

    • francesco sala

      nessuno ha scritto che sierra individua nei suoi porci i paesi PIGS.
      mi sono semplicemente limitato ad osservare una curiosa coincidenza.
      può anche darsi che l’artista abbia optato per i maiali perché cani, cavalli, oche o trichechi erano finiti…

  • CoDa

    Indipendentemente dal significato di PIGS il lavoro è didascalico e pertanto inutile. Se ciò che si vuole evidenziare è un pensiero, un’idea … perchè farne una rappresentazione che, tra l’altro, non è neppure chiara, come testimonia il dubbio di GM?
    E poi a che serve la telecamera su uno dei maiali?

    • Piccole Pesti crescono

      Si tratta di un approccio concettuale interessante, ma ahimé oramai visto e rivisto almeno sin dai primi decenni del ‘900. Quindi niente di nuovo. Il problema fondamentale e che in realtà al pascolo non ci sono solo i politici, ma lo stesso sistema dell’arte. Per un istante immaginiamo la penisola iberica come l’arte e sostituiamo ai porci gli attori dell’art-system (società borghese, art-stars e new talents, fiere/gallerie/musei, veterinari-curanderos (critici cicisbei), i feticisti dei collezionisti). Questa operazione ci fa capire come in realtà lo stesso concetto potrebbe attagliarsi meglio all’art system, lo stesso art system che ha prodotto “la penisola iberica divorata dai porcelli”. Quindi alla fine si tratta dell’ennesima operazione mistificatrice in quanto nata in un contesto alla fine non molto dissimile da quella della politica e che vede l’artista pienamente inserito al suo interno.

      Rimanendo in tema di allevamento e pascoli, consigliamo a Santiago Sierra di riflettere in questo video proposto dalle piccole pesti sulla tratta degli artisti all’interno delle residenze protette d’artista :

      http://www.youtube.com/watch?v=O7g2AFqYnro&feature=share

      • Nicola Nuti (critico d’arte)

        Perfettamente d’accordo

  • Lorenzo Marras

    Direi peggio che didascalico . E’ la didascalia di una piu’ originaria didascalia (una lettura giornalistica) che ripetuta da tutti in-genera ancora di piu’ disinformazione.

    Se mi limito a leggere la didascalia (quella originaria ovvero giornalistica) allora devo per forza di cosa dichiararla FALSA.

    F A L S A .

    perche’ se esiste un paese PIGS, per le sue non virtu’ finanziarie questo ha il nome di U.S.A. che ha il debito ufficiale SMISURATO… e quello taciuto STELLARE.

    L’altro, che sicuramente sentiremo parlare tra forse due anni è il meno sospettabile : IL GIAPPONE . meno sospettabile perche’ ha il suo debito verso i propri cittadini (che sono pero’ anziani e che quando andranno in pensione chiederanno i LORO SOLDI).

    va bene , quello è ho scritto SU è didascalico , ma sono scusabile perche’ non sono artista.

    ESISTE UN ARTISTA che sappia dare FORMA e CONTENUTO a quanto sopra , con MODALITA’ che facciano riflettere chi guarda ???

  • su exibart dicono i pigs sono gli stati con alto debito e poche prospettive come l’italia…lavoro un po’ debole. Debolezza anche nel progetto NO….non è più il Sierra di una volta

  • Questo piccolo equivoco su Pigs (Poland, Iceland, Great Britain, Schweiz) conferma come il testo alla fine sia solo un pretesto che spesso non aiuta un’opera, a volte la sostiene a volte potrebbe essere l’opera stessa…

    Il lavoro di Sierra pare un poco debole rispetto a tante sue opere molto più intense e critiche, via alti e bassi capita un poco a tutti…

  • Spaccio

    Beh vabhhhe. Stupendo!!!

  • Angelov

    I cavalli di Kounellis
    I maiali di Santiago Serra
    E di Cattelan? forse i pidocchi?

    • Arkadij

      la fiera dell’arte addomesticata al mercato delle bestie

  • M.

    Il potere dell’immaginazione.

  • Lavoro inutile

  • M.

    Ma sa Daniele, bisogna sempre capire il punto di vista.
    Alcuni vedono i maiali nei paesi, altri i paesi pieni di maiali.
    Un tempo sognavo l’immaginazione al potere, ora mi rendo conto che
    la dittatura può essere costituita dall’immaginazione stessa.

    • “L’immAginazione al potere” e’ stato un motto meraviglioso sorpassato ahinoi dalla realtà’ dei fatti, come ci ammoniva Sartre già’ con il titolo della sua celebre pièce ‘Le mani sporche’.
      A mio modesto avviso questo lavoro e’ una semplice didascalia, e’ un’opera-teorema che non dice nulla di più di se stessa. Allo spettatore non resta che validare o negare quel pensiero. Un’opera, invece, deve essere qualcosa che va oltre…

  • morimura

    Veramente i PIGS sono Portogallo Italia Grecia Spagna…per la precisione…

  • “lavoro inutile”… strano commento Daniele… forse non intendevi esattamente questo, non credo che “utile” o “inutile” siano due categorie che si possano applicare alle opere d’arte.

    • morganthal

      appunto, quando c’è, l’opera d’arte…

    • Caro Luciano,
      Con ‘inutile’ volevo dire ‘superfluo’, che non dice niente di piu’ di quello che si sa…

      • Capisco Daniele…anche se…(non si dovrebbero mai fare osservazioni di questo tipo!) se invece della Spagna avesse disegnato l’Italia, magari, ora sotto elezioni, gliela avrebbero censurata!

  • morganthal

    e c’era anche del pubblico…

  • pino Barillà

    Dagli inizi degli anni 80 a oggi l’arte si esprime soltanto nelle ripetizioni dei linguaggi e nelle trovate dei geni mediocri.

  • piero

    “Ma qualcosa, all’uscita, non torna. Te ne accorgi dai commenti sottovoce, sempre più insistenti: i maiali di Sierra non puzzano. Lindi e pinti, superbi; nemmeno un grammo di fanghiglia rimasto intrappolato negli unghioni. Sono stati opportunamente puliti e spazzolati: per non urtare l’olfatto del raffinato pubblico milanese, che il suino – all’ora dell’aperitivo – è abituato al più a vederlo parcellizzato sulle tartine?”
    Questo è quello che scrive il giornalista.

    Cosi come i maiali,ripuliti per non turbare il pubblico,lo stesso si puo dire dell’arte cosi come viene intesa attualmente.
    Ogni sua possibile valenza,idea,provocazione viene ripulità,lucidata,per non turbare il mondo in cui dovrebbe liberare le sue energie.Ogni idea dell’arte viene depotenziata,annichilità, poichè l’unica sua funzione è creare valore aggiunto,per l’artista,la galleria,i curatori,le fondazioni….E prima o poi passare in cassa.
    Questa performance di provocatorio non ha proprio nulla.
    Non vedo altro che un giochino per pochi amici.Puliti,lucidati,e profumati.

    • Gine

      Io dico che la performance ha raggiunto l’effetto sperato, ossia nauseare profondamente. I maiali erano puliti, è vero. Ma hanno urinato, defecato e rimesso a volontà… Credimi se dico che la performance turbava parecchio… Sono uscita dicendo “Non avevo idea che i maiali potessero essere così disgustosi” e ho subito pensato a come gli uomini, di cui i maiali erano una chiara metafora, possano essere ben più disgustosi. Sierra ha mostrato la giusta dose di ribrezzo che dovremmo provare nei confronti di chi ogni giorno mangia e calpesta il nostro paese.

  • Lorenzo Marras

    e c ‘era bisogno di andare a vedere i maiali di sierra per sapere che gli uomini sono di gran lunga piu’ disgustosi ? basta una domenica andare allo stadio. 0 fare la fila alle poste. o chesso’ pensare un pochino all’equipaggio dell’Enola gay. O vedere Porta a porta, ammesso che qualcuno abbia lo stomaco a prova di bile. O la fornero.
    Ma anche IO eh, alle volte la vergogna di appartenere alla specie Uomo prende cosi’ il soppravento.

    • Gine

      Su questo ti do ragione, ci sono sicuramente molti modi per rendersene conto, ma Sierra si riferisce in particolare alla classe politica ed economica dominante e credo che il suo voglia essere una sorta di schiaffo in faccia in più, estremamente crudo e concreto. In fondo il “procedimento” è legato a molte sue azioni precedenti, in cui pagava delle persone per compiere determinate azioni. Tutti sappiamo che esistono uomini poveri ed emarginati, ma spesso tendiamo a ignorare la cosa. Vedere quello che erano disposte a fare queste persone per guadagnare un magro salario penso fosse decisamente incisivo. Uno schiaffo in faccia in più, per l’appunto.

  • Lorenzo Marras

    beh , allora ti dico Gine, che se è come dici è un opera che testimonia tutta la sua Impotenza e, dunque, tanto piu’ smentibile di fronte ad una realta’ (non rappresentabile) che la supera.
    E lo dico perche’ bisogna fare attenzione quando si parla di “classe” e per di piu’ dominante. Si deve fare attenzione perche’ il tempo che ci è dato testimoniare NON ha piu’ classi ed il potere, questo concetto cosi’ inafferrabile (altrimenti non sarebbe potere) è OVUNQUE , perche’ il Bisogno è divenuto POTERE e trova pressoche’ totalitariamente i suoi collaboratori che si annidano (e forse piu’) anche in chi lo pone in discussione (me compreso).

    L’opera nasce sempre da un urgenza , pero’ se vuole veramente entrare nelle coscienze deve imparare ad ingannare il potere.
    DEVE SCOMPARIRE. BISOGNA FARLA FINITA UNA VOLTA PER TUTTE CON L’OPERA.

    lo so lo so dico cose brutte ma è cosi’, bisogna assassinare tutte le OPERE. Abbandono..silenzio….sciopero Umano. è l’unica via.

  • piero

    Appunto.Se l’intento era scioccare,dare uno schiaffo ( o qualsiasi altro fosse ) quest’opera,come tutte le altre nel circuito dell’arte,falliscono.
    Glorificato l’artista,magnificato il curatore,lodato il gallerista,pagato il giusto prezzo,l’opera ha compiuto il suo corso,unico e solo.Creare valore aggiunto.Ogni altra istanza ( politica ,etica,formale,estetica…) vive in funzione della creazione di Valore.La natura di questo valore è dato ad ognuno di valutarla.Ma nel momento stesso in cui questo valore viene quantificato ( in denaro),perde ogni altro valore che quantificabile non è.O meglio, lo conserva solo nella capacità del singolo di coltivare questo stesso valore.Non ritengo che l’arte possa cambiare il suo corso,ma che possa cambiare la capacità dei singoli di raccogliere nelle opere,e non solo in quelle “d’arte”,riconosciute come tali o no,le risposte ad una ricerca di senso che la vita stessa pone.
    L’arte è una religione che fatica a dare risposte,pone domande dalle gambe corte,domande insustanziali,in un gioco di società che vede come unico vincitore sempre il banco.L’ego e la sua quantificazione mercantile.Puo essere piacevole e gratificante giocarci,a patto di capire che è un gioco.Gli dei che produce sono di cartapesta,e quei maiali di carne non hanno nulla.