Si chiama NaturaDentro, la mette in scena a Roma la compagnia O Thiasos TeatroNatura. È un cantiere dove il teatro fa incontrare arte, natura, discipline e culture diverse

“Si tratta di un esperimento tra persone che hanno condiviso tratti di ricerca. Abbiamo incontrato Tommaso Spazzini, l’artista visivo che espone le sue Radici, quando partecipò a un progetto affidatoci dall’Università La Sapienza. Da allora Tommaso segue i nostri laboratori, ed è la prima volta che proviamo a far dialogare pubblicamente il nostro lavoro con […]

Tindar - Pencil and Pastels on Divine Commedy, 320x170 cm, 2011

Si tratta di un esperimento tra persone che hanno condiviso tratti di ricerca. Abbiamo incontrato Tommaso Spazzini, l’artista visivo che espone le sue Radici, quando partecipò a un progetto affidatoci dall’Università La Sapienza. Da allora Tommaso segue i nostri laboratori, ed è la prima volta che proviamo a far dialogare pubblicamente il nostro lavoro con le sue opere”. Così Sista Bramini, anima del gruppo teatrale romano O Thiasos TeatroNatura, presenta il progetto NaturaDentro, che trasforma la Sala CantieriScalzi di Roma, sede e sala prove della compagnia, in un vero e proprio cantiere a porte aperte. Un luogo di incontro e scambio fra arte, natura, discipline e culture diverse: il teatro dialoga con le arti visive, la narrazione, la poesia, il canto, la musica, l’antropologia e la scienza. Dove la sfida è portare dentro a una sala il fruscio delle fronde di un bosco, il contatto a piedi nudi con i sassi di un fiume, il tempestoso oceano del Nord.
L’occasione è il prossimo appuntamento di NaturaDentro, venerdì 18 gennaio, con la performance a più voci Radici, tempo e mito, una serata di narrazione, canti e musica con Sista Bramini, Camilla Dell’Agnola, Veronica Pavani, Carla Taglietti e Valentina Turrini, in dialogo con le opere d’arte di Tindar e le storie di Fabrizio Magnani che presenta il libro I custodi del tempo. Archivi, storie, memorie del Pays Dogon (Mali).
Fabrizio Magnani, ricercatore e antropologo visuale con una lunga ricerca sul campo, in Africa, sui Dogon – prosegue la Bramini -, ha ripreso varie volte il nostro lavoro, specialmente durante le prove o il montaggio di uno spettacolo in un nuovo luogo naturale, o durante le sessioni di ricerca chiuse al pubblico. Noi di O Thiasos abbiamo letto il suo libro e le narrazioni mitiche che contiene, e ciascuna proverà a rispondere a quelle sollecitazioni con un breve racconto, un canto, una azione fisica”.

– Michele Pascarella

www.thiasos.it

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Michele Pascarella
Dal 1992 si occupa di teatro contemporaneo e tecniche di narrazione sotto la guida di noti maestri ravennati. Dal 2010 è studioso di arti performative, interessandosi in particolare delle rivoluzioni del Novecento e delle contaminazioni fra le diverse pratiche artistiche.