Nostalgici e vintage-addict, attenzione: il Realismo Socialista non è morto. In Polonia anzi arriva la prima asta dedicata, sulla scia dell’effetto “Good Bye Generale Jaruzelski”

Cosa resterà del Realismo Socialista in Polonia? Snobbate dai collezionisti esterofili e rimaste per troppo tempo appannaggio esclusivo di qualche nostalgico rigattiere di provincia, le opere prodotte negli anni della Repubblica Popolare di Polonia (1952-89) tornano alla ribalta. Tanto che mercoledì 23 gennaio – alle 18 – Rempex organizza a Varsavia, nella sua sede di […]

Un dipinto di Juliusz Krajewski

Cosa resterà del Realismo Socialista in Polonia? Snobbate dai collezionisti esterofili e rimaste per troppo tempo appannaggio esclusivo di qualche nostalgico rigattiere di provincia, le opere prodotte negli anni della Repubblica Popolare di Polonia (1952-89) tornano alla ribalta. Tanto che mercoledì 23 gennaio – alle 18 – Rempex organizza a Varsavia, nella sua sede di via Karowa 31, la prima storica asta dedicata al Realismo Socialista.
Oltre settanta gli oggetti messi all’incanto, inclusi alcuni disegni e dipinti di Juliusz Krajewski (1905-1992) e della moglie Helena Malarewicz-Krajewska (1910-1998), esponenti di spicco del socrealizm. Una cifra irrisoria se confrontata con le oltre 1.600 opere di propaganda ufficiale stoccate nel sottoscala del Palazzo Zamoyski, e solo in parte esposte nell’ala settentrionale dell’edificio situato à 23 km dal centro di Lublino. Tra le opere in vendita, vale la pena segnalare anche le acqueforti di Stefan Damski ed un manifesto di Henryk Tomaszewski (1914-2005), fondatore della scuola polacca del poster artistico.
I prezzi di partenza sono decisamente accessibili: 300 zloty (circa 75 euro) per una stampa di Damski, mentre per partecipare ad un’asta per un dipinto di piccolo formato basteranno 1000 zl. Difficile dire se si tratta dell’ultima propaggine dell’effetto “Good Bye Generale Jaruzelski”, che ha portato alla creazione di numerosi locali a tema nella maggiori città del paese all’insegna di un’estetica retro-comunista ammiccante e trendaiola…

– Giuseppe Sedia

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Giuseppe Sedia
Giornalista e reporter freelance nato il 6 luglio 1982 a Montreuil (Francia). Scrive di attualità, politica, cultura e spettacoli. È redattore del ‘Krakow Post’. I suoi articoli dedicati a cinema, videogiochi e arti visive sono apparsi su numerose riviste e web magazine italiani e stranieri (‘Warsaw Business Journal’, ‘Il Manifesto-Alias’, ‘Cafe Babel’, ‘Cineforum’, ‘Exibart’, ‘Film International’, ‘Asia Express’, ‘Sentieri Servaggi’). Attualmente vive in Polonia.
  • molotov

    non se ne può più di questo manierismo…non capisco perchè lodare un periodo cosi devastante per la cultura e la libertà dell’ individuo…ancora oggi

  • Sofia

    La pittura è sempre interessante, anche quando è “brutta” o politicizzata, perché può ispirare altri pittori…