Nella Sinagoga di Ostia Antica torna l’evento per il Giorno della Memoria. Alice Cattaneo, Sigalit Landau, Hidetoshi Nagasawa e Michael Rakowitz, in ricordo della Shoah. Le foto in anteprima

Era il 27 gennaio del 1945. Le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, mentre procedevano verso Berlino, giunsero nella città polacca di Auschwitz. E incontrarono l’orrore. Fu allora che si spalancò, insostenibile, la realtà dei campi di concentramento. Aperti i cancelli, fuggiti i superstiti, in quell’istante si compiva l’impatto straziante del mondo con la storia, mentre il […]

Arte in memoria - Michael Rakowitz

Era il 27 gennaio del 1945. Le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, mentre procedevano verso Berlino, giunsero nella città polacca di Auschwitz. E incontrarono l’orrore. Fu allora che si spalancò, insostenibile, la realtà dei campi di concentramento. Aperti i cancelli, fuggiti i superstiti, in quell’istante si compiva l’impatto straziante del mondo con la storia, mentre il pensiero si affacciava, incredulo, sull’abisso del male e della sua banalità, scandalosa.
Ogni 27 gennaio si celebra in tutto il mondo il Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale istituita per ricordare la Shoah, la follia delle leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei che subirono la deportazione, la prigionia e la morte.
Tante le iniziative che, a partire dal 20 di gennaio, in Italia accompagnano questa festa della celebrazione, della consapevolezza e del ricordo. Nella Sinagoga di Ostia Antica, per esempio, torna anche quest’anno l’appuntamento biennale con “Arte in memoria”, la rassegna d’arte contemporanea, a cura di Adachiara Zevi, organizzata dall’Associazione Culturale arteinmemoria. Protagonisti di questa settima edizione sono gli artisti Alice Cattaneo, Sigalit Landau, Hidetoshi Nagasawa e Michael Rakowitz: sono loro ad aver realizzato delle opere site specific, pensate per quella che è la più antica Sinagoga d’Occidente, risalente al I sec. d.C. e appartenete all’area archeologica degli Scavi di Ostia.

Febbraio 1945, ex internati di Auschwitz dopo la liberazione

Un format che arriva da Colonia, dove, presso la Sinagoga di Stommeln, sopravvissuta ai bombardamenti e alle persecuzioni naziste, ogni anno già dal 1990 un artista è invitato a celebrare la sacralità del luogo, progettando appositamente un lavoro.
Alla base c’è un’idea forte, che apre a una prospettiva di speranza e costruzione: la memoria di una tragedia, affinché non si congeli nel rituale fittizio di una data su un calendario, prova ad aprirsi al lavorio presente e continuo dello spirito, della creatività, del linguaggio, della cultura. Una maniera per produrre visioni nuove e nuovi tragitti, a partire da ciò che è stato: metabolizzare il dolore e la colpa, produrre sacche di resistenza, opporsi al naufragio e risolvere la crisi, attraverso la vita. Che in questo caso è vita di immagini, di segni, di storie. Su Artribune, in anteprima, qualche scatto direttamente dal Cantiere della Sinagoga di Ostia…

– Helga Marsala

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.