London Art Fair, la fiera di Londra e “per” Londra. È più vecchia di Frieze, e fra moderno e contemporaneo apre l’anno del mercato lungo il Tamigi

Nasce quindici anni prima di Frieze, e coniuga arte moderna e contemporanea. Stiamo parlando della London Art Fair, che dal 16 al 20 gennaio ospita più di cento gallerie negli spazi del Business Design Centre di Islington. Tutte, o quasi, inglesi. Tra i diversi nomi infatti, se si tralasciano le poche presenze internazionali, la maggior […]

Nasce quindici anni prima di Frieze, e coniuga arte moderna e contemporanea. Stiamo parlando della London Art Fair, che dal 16 al 20 gennaio ospita più di cento gallerie negli spazi del Business Design Centre di Islington. Tutte, o quasi, inglesi. Tra i diversi nomi infatti, se si tralasciano le poche presenze internazionali, la maggior parte gioca in casa, con Londra come base comune. Ed emergono addirittura peculiari geografie locali, con molti degli espositori provenienti dalla zona di Cork Street, storica via dell’arte moderna inglese.
In fiera però moderno e contemporaneo si mescolano, e David Hockney, John Hoyland, Henry Moore, Joe Tilson, Bridget Riley e Peter Blake condividono lo spazio espositivo con giovani artisti emergenti. Le gallerie spaziano da quelle focalizzate sull’arte del Novecento come Agnew’s Gallery, Alan Wheatley, Gilden’s,  Osborne Samuel, Piano Nobile, The Fine Art Society, Austin/Desmond Fine Art Robin Katz Fine Art, fino a quelle che del presente hanno fatto la loro vocazione: Scream, Dominic Guerrini, French Art Studio, Salon Vert, Danielle Arnaud, Flowers Gallery.
In aggiunta alla fiera principale, nella sezione Art Projects 30 gallerie – tra cui la Whitechapel Gallery, la Scatola Gallery, Limoncello, Ceri Hand, Cole, Hanmy Gallery – si confrontano con l’arte contemporanea più recente presentandone gli ultimi sviluppi in installazioni e percorsi monografici e a più voci.
Ampio spazio viene dedicato alla fotografia con il progetto Photo50, che vede quest’anno la curatela di Nick Hackwork, direttore della galleria londinese Paradise Row. Intitolata A Cyclical Poem, la mostra fotografica espone cinquanta opere che raccontano i cambiamenti storici e sociali che hanno interessato il nostro passato recente dagli anni Settanta ad oggi. Fitto ed interessante il programma di eventi collaterali, con film, talks e visite guidate, tra cui una con Raphaelle Heaf, fondatrice di ArtSpotter, l’app irrinunciabile per art-addicted. Non vi basta? Allora aspettate i nostri aggiornamenti e le foto…

– Roberta Minnucci

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Roberta Minnucci
Si laurea in Lettere all’Università di Bologna con una tesi in Fenomenologia dell’arte contemporanea. Durante gli studi trascorre un anno all’estero all’Université Le Mirail di Toulouse (Francia) e a Bologna svolge un tirocinio nella Fondazione Federico Zeri ed un altro nella Galleria d’Arte Maggiore. Nel 2011 collabora con la Fondazione-Museo Pino Pascali in occasione della mostra dedicata a Bertozzi & Casoni, vincitori del premio. Successivamente trascorre un periodo nella Southampton City Art Gallery (Southampton, UK), dove cura la mostra dal titolo “Red: A Coloured Sensation”. Si trasferisce poi a Londra, dove si trova tutt’ora. Scrive per Segno ed Artribune.