Lincoln contro Django: irriverente grindhouse in costume? Per niente: ufficializzate le candidature agli Oscar 2013, con ben poche sorprese. E una partita che sembra già in mano al biopic presidenziale griffato Spielberg. A meno che Tarantino…

Si sono svegliati presto, dall’altra parte dell’Oceano: erano le 5.30 ora locale, le 14.30 in Italia, quando dal Samuel Goldwyn Theater di Hollywood sono state annunciate le nomination ufficiali per l’85esima notte degli Oscar, in programma il prossimo 24 febbraio. Fresca come una rosa Emma Stone, incisivo e irriverente – come suo solito – l’ideatore […]

Una scena da Lincoln

Si sono svegliati presto, dall’altra parte dell’Oceano: erano le 5.30 ora locale, le 14.30 in Italia, quando dal Samuel Goldwyn Theater di Hollywood sono state annunciate le nomination ufficiali per l’85esima notte degli Oscar, in programma il prossimo 24 febbraio. Fresca come una rosa Emma Stone, incisivo e irriverente – come suo solito – l’ideatore de I Griffin Seth McFarlane: a loro il compito di svelare in diretta tv su ABC e in collegamento con 225 paesi nel mondo la lista dei concorrenti alla statuetta.
Prima categoria ad essere rivelata quella per il miglior attore non protagonista; conferma scontata  quella del favorito Tommy Lee Jones (Lincoln), che se la vedrà con altre vecchie volpi del red carpet: Robert De Niro (Silver Linings Playbook), Philip Seymour Hoffman (The Master) ed Alan Arkin (Argo); ma anche con Cristoph Waltz (Django Unchained) a caccia del bis dopo il premio ottenuto, nella stessa categoria, per la sua interpretazione in Bastardi senza gloria. Poche le sorprese anche sul fronte della migliore attrice non protagonista, con Anne Hathaway (Lés Miserables) a giocare il ruolo della favorita contro Helen Hunt (The Sessions), Sally Field (Lincoln), Jacki Weaver (Silver Linings Playbook) ed Amy Adams (The Master).
Tarantino riesce nel colpaccio. Non era scontata la nomina del suo Django Unchained a miglior film: lo spaghetti-western ce la fa, e si trova a contendere una statuetta che pare già assegnata al monumentale Lincoln di Steven Spielberg, naturalmente in lizza anche come miglior regista. Sparring partners lAmour di Haneke, Vita di Pi di Ang Lee (anche lui nominato come miglior regista), Lés Miserables, Silver Lining Playbook, Argo, l’inatteso Beasts of the Southern Wild e Zero Dark Thirty, con cui Kathryn Bigelow non potrà tentare la doppietta centrata nel 2010. L’ex moglie di James Cameron, che aveva surclassato il papà di Avatar con The Hurt Locker, viene inaspettatamente esclusa – così come Quentin Tarantino – dalla competizione per la miglior regia.
È a un passo dal record, mai raggiunto da nessuno, del terzo Oscar come miglior attore protagonista: Daniel Day Lewis, nei panni di Abraham Lincoln, sembra non trovare rivali all’altezza in Joaquin Phoenix (The Master), Hugh Jackman  (Lés Misarbles), Bradley Cooper (Silver Lining Playbook) e l’inatteso Denzel Washington di Flight. Tutto aperto, invece, per assegnare la corona della regina di Hollywood: come miglior attrice ecco Naomi Watts (The Impossible), Emmanuelle Riva (Amour), la giovanissima e impronunciabile Quvenzhané Wallis (Beasts of the Southern Wild), Jessica Chastain (Zero Dark Thirty) e Jennifer Lawrence (Silver Lining Playbook).
Fuori dalle corse che contano, come previsto, The Hobbit: che si contende con Life of Pi la statuetta per gli effetti speciali, provando a portare a casa altri due premi decisamente minori (quello per “trucco e parrucco” e per il production design). E l’Italia? A tenere alto l’orgoglio nazionale il compositore pisano Dario Marianelli: dopo aver centrato l’Oscar nel 2008 con le musiche originali di Espiazione ci riprova, quest’anno, con quelle per Anna Karenina. Unica nota tricolore in un devastante silenzioso: è dal 2006 che non siamo in corsa con un nostro prodotto (La bestia nel cuore di Cristina Comencini, candidato come miglior film straniero); mentre per un premio davvero importante, se escludiamo il tris delle scenografie firmate Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo (2002, 2008 e 2012), dobbiamo tornare al millennio scorso. Con la passeggiata di Roberto Benigni sugli schienali delle poltrone.

– Francesco Sala

Tutte le nomination qui: oscar.go.com/nominees