L’Armory Show? Un pezzo di storia americana. Da Marcel Duchamp a Man Ray, i pionieri del contemporaneo finiscono anche su una serie di francobolli

Oggi il mezzo non gode più di tutta questa attualità, e di conseguenza anche le forme di collezionismo ad esso legate – un tempo popolarissime – sono sempre più di nicchia. Altrimenti ci sarebbero da aspettarsi code di art maniac agli uffici postali americani: già, perché il mezzo di cui parliamo è proprio la posta […]

Oggi il mezzo non gode più di tutta questa attualità, e di conseguenza anche le forme di collezionismo ad esso legate – un tempo popolarissime – sono sempre più di nicchia. Altrimenti ci sarebbero da aspettarsi code di art maniac agli uffici postali americani: già, perché il mezzo di cui parliamo è proprio la posta “terrena”, ormai annichilita dal digitale, ed il collezionismo è quello filatelico.
Ma perché le file? Perché lo United States Postal Service ha deciso di essere fra i primi a celebrare il centenario dell’Armory Show, la mitica mostra newyorkese che nel 1913 spalancò le porte degli americani sull’arte contemporanea globale. E lo fa emettendo una serie di dodici francobolli dedicati ai pionieri dell’arte contemporanea, per ora focalizzata sul periodo 1913-1931 (il che fa presagire che sarà seguita da altre per i periodi successivi). I nomi della “sporca dozzina? Stuart Davis, Charles Demuth, Aaron Douglas, Arthur Dove, Marcel Duchamp, Marsden Hartley, John Marin, Gerald Murphy, Georgia O’Keeffe, Man Ray, Charles Sheeler, Joseph Stella. Non si saranno dimenticati qualcuno?

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.