Gossip ottocenteschi: ma se il figlio di Edouard Manet fosse in realtà suo fratello? La mostra londinese scoperchia vicende torbide, fra padri libertini, figli immaturi e dissolute maestrine di pianoforte

Anche se qualche lettore a volte ci accusa del contrario, non siamo abituati a prestare troppa attenzione al gossip fine a sé stesso, che pure il mondo dell’arte mette di continuo sotto agli occhi di tutti. Ci sono casi però in cui la tentazione è troppo forte, e quando comunque si tratta di questioni legate […]

Léon in uno dei dipinti di Edouard Manet

Anche se qualche lettore a volte ci accusa del contrario, non siamo abituati a prestare troppa attenzione al gossip fine a sé stesso, che pure il mondo dell’arte mette di continuo sotto agli occhi di tutti. Ci sono casi però in cui la tentazione è troppo forte, e quando comunque si tratta di questioni legate in qualche modo all’attualità, cediamo. Una di queste ci è offerta dalla grande mostra che la Royal Academy di Londra dedica a Edouard Manet, nella quale ci saranno ben cinque opere dedicate al figlio dell’artista, Léon (Manet lo ritrasse in 17 dipinti in totale).
E proprio in occasione della mostra, si è riaperta una vicenda che finora aveva interessato solo pochi studiosi: chi è in realtà quel ragazzo (bambino, in alcune opere)? Già, perché emerge qualcosa di impensabile: la critica è infatti divisa sul riconoscervi un figlio dell’artista, o – reggetevi forte – un suo fratello. Anzi, qualcuno sostiene non sia né l’uno né l’altro. Come stanno le cose? Léon è sicuramente figlio della moglie olandese di Manet, Suzanne, e sicuramente venne ad un certo punto riconosciuto come figlio naturale dall’artista, che gli fu padrino di battesimo. Ma sulla paternità biologica i punti bui sono molti.
La diciannovenne Suzanne Leenhoff fu assunta nel 1849 dai Manet, ricca famiglia alto-borghese parigina, per dare lezioni di pianoforte a Edouard, 17 anni, ed a suo fratello Eugene, 16 anni. Nel 1852 la ragazza dette alla luce un figlio, chiamato Léon-Edouard, ed il fatto che in seguito Suzanne ed Edouard Manet si siano sposati, ha fatto ritenere che lui fosse il padre: ma diverse circostanze alimentano i dubbi. Il padre dell’artista, il giudice Auguste Manet, era un noto libertino, morto di sifilide: e nel fatto che Edouard e Suzanne si siano sposati soltanto dopo la morte di lui, nel 1862, qualche studioso vede la conferma che il padre biologico di Léon fosse in realtà il giudice, ed il fatto che l’artista abbia in seguito riconosciuto il ragazzo come figlio suo sia dovuto soltanto al desiderio di garantirgli una sicurezza economica. Cose d’altri tempi, destinate a restare senza risposta: oggi il Dna risolverebbe tutto in pochi minuti…

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.