Dove c’è Barilla c’è arte. La grande azienda scende in campo per stimolare e premiare i giovani artisti contemporanei: partner Naba e Young&Rubicam. E per tema? La pasta

Il nome Barilla non è certo nuovo agli ambienti artistici. Pietro, titolare per oltre 50 anni della multinazionale alimentare fino alla sua scomparsa nel 1993, fu uno dei maggiori collezionisti italiani, con opere di artisti come Bacon, Bocklin, Burne-Jones, Ensor, Boccioni, de Chirico, Ernst, Magritte, Manzu, Marini, Moore, Morandi, Music, de Pisis, Permeke, de Staël, Sutherland. […]

Pietro Barilla

Il nome Barilla non è certo nuovo agli ambienti artistici. Pietro, titolare per oltre 50 anni della multinazionale alimentare fino alla sua scomparsa nel 1993, fu uno dei maggiori collezionisti italiani, con opere di artisti come Bacon, Bocklin, Burne-Jones, Ensor, Boccioni, de Chirico, Ernst, Magritte, Manzu, Marini, Moore, Morandi, Music, de Pisis, Permeke, de Staël, Sutherland. Quello che è nuovo è l’impegno diretto dell’azienda, ed in una posizione diversa, ovvero al fianco dei giovani artisti, con un progetto pensato per stimolare e premiare i migliori. È questo il contesto nel quale si inserisce Dove c’è pasta c’è…, progetto che vede l’azienda impegnata in una collaborazione con NABA, la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e Young&Rubicam, grande impresa di comunicazione.
Come? 400 studenti del Dipartimento di Arti Visive, Performative e Multimediali NABA, diretto da Marco Scotini, saranno invitati a interpretare il valore della pasta con il linguaggio delle performing arts, “un’espressione artistica innovativa capace di creare un’interazione diretta con il pubblico attraverso la sintesi di diverse forme d’arte visiva (danza, recitazione, scenografia, allestimento video) in un unico spettacolo”. Da febbraio ad aprile gli studenti lavoreranno in gruppi multidisciplinari formati da 4 persone, ognuno con competenze artistiche diverse: una giuria formata dal regista Bob Wilson più gli esperti di NABA e rappresentanti di Barilla e Y&R  selezionerà gli elaborati di sei gruppi finalisti nel mese di maggio. In giugno, i 6 gruppi di artisti finalisti metteranno in scena le loro performance durante una serata che animerà il  Campus. Il gruppo vincitore sarà premiato con una residenza formativa di due settimane in una capitale europea. Gli studenti possono iscriversi fino a lunedì 4 febbraio.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.