Bologna Updates: un bilancio della fiera giovane, dalla viva voce dei galleristi. SetUp piace? Funziona? Quanti ci tornerebbero? Ve lo raccontano loro, con un video…

Come sta andando SetUp? Ce lo dicono i galleristi che commentano la prima edizione della nuova fiera cutting edge di Bologna, ospitata negli spazi dell’Autostazione. Una fiera giovane e sperimentale. Abbiamo incontrato una rappresentanza di espositori che copre lo stivale, dalla Toscana alla Lombardia, dall’Emilia Romagna alle Marche. Una nota riguardante il pubblico – ampio, […]

Bologna, SetUp - il lavoro di Opiemme nello stand di Bibox

Come sta andando SetUp? Ce lo dicono i galleristi che commentano la prima edizione della nuova fiera cutting edge di Bologna, ospitata negli spazi dell’Autostazione. Una fiera giovane e sperimentale.
Abbiamo incontrato una rappresentanza di espositori che copre lo stivale, dalla Toscana alla Lombardia, dall’Emilia Romagna alle Marche. Una nota riguardante il pubblico – ampio, interessato e competente – è ciò che sembra emergere da tutti i commenti: dato significativo, per un gruppo di gallerie che hanno scelto questa occasione, soprattutto con l’obiettivo di ampliare il proprio network, entrando in contatto con una rete di persone che normalmente non arriva in sede.
L’opportunità di promozione del brand e degli artisti, sembra essere la prima motivazione che ha spinto alla partecipazione. Centrale, per tutti, è anche la possibilità di dare visibilità al proprio progetto, coerentemente con i criteri di selezione di SetUp. Citato solo per ultimo il mercato, anche se a sentire alcuni degli intervistati non sono mancate gli affari. E coloro ai quali abbiamo chiesto se pensano di compilare nuovamente l’application per il 2014, ci hanno risposto con un sì deciso. L’anno prossimo si fa il bis.

– Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • Carlo

    SetUp faceva schiffo

  • gigi piana

    se 300 persone all’ora entrano paganti io non penso siano stupidi, ma il discorso è semplice per parlare bisogna fare, la distruzione delle cose di altri è un vomitino post-punk un pò onanistico.

  • La gente entra a curiosare…ma esce indifferente o inorridita….fiera sperimentale???? Sembrava l’arte fiera dei poveri e fatta male. Rimando a questo testo più argomentato: http://www.whlr.blogspot.it

  • Apon75

    Ricapitolando: evento mediocre, pubblico somaro, artisti somari, curatori e galleristi allo sbaraglio. Tutti scemi tranne Whitehouse, che è il fuoriclasse e ci propone un workshop per imparare l’esposizione e chissà quante altre cose…
    A parafrasare Totò derei “ma mi faccia il piacere!”

  • set up era l’inferno….l’unica cosa salvabile e è che chiedendo tre euro per entrare nessuno li negava e hanno fatto un po’ di denaro, ma per il resto non si è salvato niente e nessuno, quì un report più argomentato: http://www.whlr.blogspot.it/2013/01/bologna-ennesimo-sintomo-di-crisi-nera.html