Bologna Updates: il teatro giottesco di Luigi Presicce. Tutti parlano della performance allestita per Art City con Maurizio Vierucci, e noi ve la facciamo vedere…

Chi l’ha vista, passando per la rigidissima suddivisione del pubblico in gruppi da 15 persone, con tanto di lunga lista di prenotazioni, assicura che sia stato uno dei momenti più intensi del weekend bolognese di Artefiera. E chi non l’ha vista di persona, non ne sa nulla, data la altrettanto rigida avversione dei protagonisti a […]

Chi l’ha vista, passando per la rigidissima suddivisione del pubblico in gruppi da 15 persone, con tanto di lunga lista di prenotazioni, assicura che sia stato uno dei momenti più intensi del weekend bolognese di Artefiera. E chi non l’ha vista di persona, non ne sa nulla, data la altrettanto rigida avversione dei protagonisti a consentire foto o riprese video delle sue opere. Parliamo della performance Il giudizio delle ladre, presentata Luigi Presicce e Maurizio Vierucci (Oh Petroleum) – nell’ambito di ART CITY Bologna 2013 – presso l’Istituto A. Fioravanti, di fronte al MAMbo).
Un’opera suddivisa in quattro atti, sviluppata su un impianto iconografico e narrativo che parte dagli affreschi raffiguranti gli ultimi giorni della vita di Cristo, realizzati da Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova. I quattro episodi? Il bacio di Giuda, Cristo davanti a Caifa, La flagellazione e Pentecoste che, unico evento soprannaturale, veniva presentato in video come ultimo atto. Ora Artribune vi può presentare, in anteprima, le immagini ufficiali autorizzate dagli artisti…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • si tratta di un attento rigurgito alla matiu barney, elaborato secondo standard cinematografici e secondo le solite rielaborazioni e citazioni prese dal passato…che siano affreschi, fatti di cronaca o le lettere degli anarchici poco importa. Nessun dubbio che fosse il momento migliore delle giornate bolognesi…la qualità è stata molto bassa. Ma siamo ancora davanti agli ennesimi Giovani Indiana Jones, che agiscono come archeologi spaesati e approssimativi pescando dal passato, con la stessa facilità con cui postano su facebook..

    Non si capisce che è la modalità che può fare la differenza, anche se affidarsi al teatro fa sempre presa e fornisce alle opere quegli artigli aguzzi che ormai ferme e abbandonate in uno stand NON posso più avere..

  • Luca… il tuo commento fa sembrare il lavoro di Luigi superficiale quando non lo è affatto.

  • non ho detto che è superficiale…attenzione. Ho detto che è un attenta e capace rielaborazione di codici e immaginari passati. Se ci mettiamo a tavolino chiunque può fare meglio o peggio. E’ una modalità di lavoro che è diventata una moda sistematicamente reiterata (giovani indiana jones). La moda non è contemporanea. Non c’è coraggio, viene reiterata una sola via per risolvere il presente.

    Mi lamento del fatto che ci sia una chiusura del confronto critico rispetto questa unica modalità di lavoro. Ed anche un sistema bulgaro che censura e ignora consapevolmente.

  • morganthal

    Rigurgiti alla Barney, alla Jodorowsky etc etc… Grottesco più che giottesco, tanto ormai chi si accorge della differenza dei rigurgiti spacciati per altro…

  • Matthew Barney

    Matiu???

  • matiu era ironico :)

  • luigi

    Luca Rossi, quando argomenti una critica sembra sempre che l’unica cosa che va bene sei tu…allora la modalità giusta è disegnare le opere al computer? Pregare per partecipare alla mostra? Partecipare alla mostra da fuori? Fare foto e dire che quella è una tua opera? …non so….

    Tu critichi un sistema e i suoi protagonisti anche a ragione, ma questi ti tengono chiuso il portone e semmai ti tolgono l’opportunità di sviluppare un lavoro (il tuo) anche interessante, ma che così rimane in potenza e non può convincere…che ne dici?

  • @luigi: io non ho mai detto che l’unica strada sia la mia. Sicuramente, negli ultimi 11 anni, bisogna prendere atto di un riposizionamento della parola arte. Che funziona ha l’arte? Ha la funzione di avere una funzione. Il problema nasce quando si sovrastima la funzione e si precludono altre opportunità non dando a tutti le stesse possibilità. Vedi l’alleanza milanese negli ultimi 15 anni, il garuttismo per intenderci. Questo oligopolio ha disincentivato e mortificato il sistema. Annullando la critica e facendo fuggire il pubblico. Ed ecco oggi la crisi nera del mercato in italia: http://www.whlr.blogspot.it/2013/01/bologna-ennesimo-sintomo-di-crisi-nera.html

    I progetti che ho curato re organizzato in questi 4 anni sono spesso in potenza, o meglio, nella forma che ritenevo opportuna. Nessuno mi ha mai invitato, il blog è anche un blocco di appunti, non ha la pretesa e presunzione di proporre progetti finiti e del tutto sviluppati.

  • CoDa

    LR (Loudmouth Red) ti lamenti sempre del sistema e alcune cose le posso anche condividere, ma non ritengo però che siano così importanti. E’ un falso problema. C’è Garutti e i suoi allievi che spopolano, e allora? perchè ti importa tanto “entrare nel giro”?
    Quello che conta, e te l’ho detto + volte, è il lavoro che viene proposto ma ogni volta che cerchiamo di approfondire questo discorso, tu inizi il dibattito e poi abbandoni (vedi “qualche considerazione sull’arte”… qui su artribune: http://www.artribune.com/2013/01/qualche-considerazione-sullarte-della-crisi-o-sulla-crisi-dellarte/
    dove tra l’altro cercavo di capire meglio i tuoi lavori; certo che se non riesci neanche a rispondere a questo… o forse non vuoi perchè ti interessa altro?).
    quindi perchè non replichi ad annarumma sul contenuto del lavoro di presicce e vierucci, andando oltre il solito discorso sulle tue etichette? e chiederei anche ad annarumma di spiegare perchè non ritiene superficiale il lavoro di p e v? Vorrei tanto iniziare io a parlare di questo lavoro, ma non avendolo visto…
    Dovremmo mirare ad essere degli amatori e non dei professionisti dell’arte (qualche curatore o critico straniero disse qualcosa del genere in qualche vecchio post e mi ritrovai molto), perchè quest’ultimo termine “sporca” il primo con l’aspetto soldi-fama…

  • pietro c.

    condivido il suggerimento di luigi, aggiungo che l’attività di luca rossi dovrebbe radicalizzarsi di più e puntare solamente su formulazioni teoriche, proseguendo sulla critica e senza tentare inutilmente di proporre opere che non hanno possibilità di essere messe in mostra, semplicemente perchè cadrebbero in contraddizione. una contraddizione negativa e non positiva.
    recentemente in una intervista gli autori dell’opera hanno parlato di moltiplicazione anzichè di sintesi. ecco credo che questo sia il punto. luca rossi crede ancora nella sintesi.

  • Io gli proporrei più semplicemente di andare a lavorare.

  • L’opera di Presicce è facile e banale in quanto elabora immaginari ruffiani sapientemente, cosa fattibile a tavolino. Il solito feticismo degli immaginari…perchè non Harry Potter o la donna barbuta di Chiara Fumani..??? Costoro (Giovani Indiana Jones, come argomentato in un articolo su questa rivista) usano sempre la stessa modalità di lavoro e quindi propongono tutti la stessa opera (Di Massimo, Biscotti, Andreotta Calò, Francesconi, a volte Rubbi, Arena, ecc ecc).

    Non me la prendo con Garutti perchè voglio emergere, ma perchè la mafia benevola (perchè spero NON voluta) di Garutti ha mortificato e disincentivato la qualità del sistema negli ultimi 10-15 anni…quindi ha messo tutti nella merda, in modo “etico e amoroso” come direbbe Garutti…caricando di valori non motivati opere di artisti che oggi sono bruciati mentre abbiamo solo collezionisti incazzati e un pubblico in fuga dall’arte…(vedi schifezza di SET UP recentemente a Bologna…tanti ingressi a tre euro di curiosi che uscivano spaesati e inorriditi….).

    I progetti di whitehouse sono bozze spesso non compiute e in potenza…ma per questo sono più “progetto” dei progetti veri…perchè tramite l’azione del blog non si abbandona mai il progetto-opera e il suo pubblico mantenendo “vivo” per sempre ogni progetto…(in quanto ogni progetto viene ripreso sistematicamente nel blog..).

    Luca Rossi viene massacrato perchè giudicato da una platea di parlamentari-addetti ai lavori che preferiscono mantenere la mediocrità generale…in questo modo la loro mediocrità è salva…(potrei fare mille esempi anche su Artribune). Questo parlamento di addetti appartiene ad uno stato SENZA popolo, senza opinione pubblica, senza un pubblico realmente appassionato e interessato…per tanto senza un giudice-pubblico i parlamentari preferiscono mantenere uno stato di rassicurante mediocrità generale…vedi i vari gerini, merola, coda, doattime, savino marseglia, pairone che massacrano appena possono il Sig. Rossi di turno che prova ad alzare il livello….se siamo tutti mediocri e tutti delle merde siamo tutti salvi…questa è la bestia nera dell’italianità…

    situazione controproducente per tutti…

    • @Luca Rossi…solo per la tua indebita citazione :
      Personalmente non ho mai “massacrato” Luca Rossi, ho anzi spesso detto che trovo molti dei suoi lavori interessanti ed apprezzabili; ho sempre seguito il suo blog (e l’ho detto più di una volta) anche se a cose interessanti (in genere le interviste) alterna anche cose di livello mediocre… ma questo capita a qualsiasi blog,
      Quello che ho sempre criticato di Luca Rossi sono :
      – (critica di stile) la presunzione ostentata (ed io credo volutamente) nel proclamare se stesso ed il suo blog “l’unica voce” seria, credibile, importante efficace”
      – (critica di stile e di metodo) il pretendere di fare critica con l’uso di pochi concetti “mattoncini Lego” combinati e ricombinati nelle variazioni consentite dal loro (esiguo) numero; fatto aggravato dal essere, tali “mattoncini Lego”, più simili, nella loro “sostanza” a slogans orecchiabili che non a concetti critici stabiliti attraverso argomentazioni
      – (critica di metodo) il non rendersi conto che l’interessante suo esperimento di confusione dei ruoli) trova un grave limite (e finisce per franare miseramente) quando, nel suo ruolo di artista partecipa a concorsi, si propone per progetti pubblici : dovrebbe essergli evidente che le critiche di chi “partecipa” (poco importa se “vince” o
      vien “trombato”) perdono di incisività ed autorevolezza.
      Quanto al problema della mediocrità (anche questo gingle ricorrente ed oramai esausto dei post del Rossi), pur avendo espresso questi concetti altre volte, vorrei dichiarare, una volta ancora (spero l’ultima):
      a) non ritengo che Luca Rossi sia un “mediocre”, anzi, il contrario!
      b) non ritengo, né ho timore, di essere un mediocre: credo nel mio lavoro, so ciò che ho fatto e che cosa desidero ancora fare, conosco i miei limiti ma so che con il lavoro di una vita li ho spinti drammaticamente “avanti” e che, continuando a lavorare, ed ascoltando e meditando (come ho sempre fatto) sulle critiche mie ed altrui, sarò ancora in grado di farlo
      c) non provo alcun sentimento di antagonismo o di invidia nei suoi confronti, sia perché antagonismo ed invidia non fanno parte del mio bagaglio caratteriale, sia perché, pur occupandoci entrambi d’arte, apparteniamo a due mondi fisicamente e concettualmente totalmente distinti e distanti .
      Ultima considerazione : caro Luca Rossi, come giustamente hai spesso scritto, la critica (soprattutto quando è cortese e non astiosa come quella che, credo, mi è capitato di farti) è un atto d’amore, se invece di sentirti “attaccato” e oggetto di una volontà di “massacro” (che onestamente non ho mai rilevato nei commenti di nessuno dei nomi che hai fatto) la prendessi per quel che è : “una critica” e ci riflettessi sopra un po’ … chissà forse ne potresti anche trarre giovamento … prova…