Bologna Updates: Gianni Moretti si aggiudica il Premio SetUp. Convince il suo progetto per un monumento funebre, in memoria di un tragico femminicidio. E ad aprile una personale a Venezia

Premio SetUp 2013: alla sua prima edizione, come la fiera omonima, l’art prize bolognese è dedicato agli artisti under 35. La preferenza della giuria, composta dal comitato scientifico della manifestazione – Antonio Arevalo, Martina Cavallarin, Eugenio Viola, Valerio Dehò, Viviana Siviero – è andata all’artista Gianni Moretti, con l’opera “Bellera“. Si tratta di un monumento funebre […]

Gianni Moretti, "Progetto La Bell'ra", 2013, progetto vincitore Premio SetUp under35 2013, installazione site specific (dettaglio), courtesy dell'artista, foto: Massimo Grossi

Premio SetUp 2013: alla sua prima edizione, come la fiera omonima, l’art prize bolognese è dedicato agli artisti under 35. La preferenza della giuria, composta dal comitato scientifico della manifestazione – Antonio Arevalo, Martina Cavallarin, Eugenio Viola, Valerio Dehò, Viviana Siviero – è andata all’artista Gianni Moretti, con l’opera “Bellera“. Si tratta di un monumento funebre che ricorda un fatto di cronaca avvenuto lo scorso anno a Milano; protagonista una donna assassinata senza alcun movente da uno sconosciuto in preda a un raptus.

Immotivato e feroce, l’omicidio è rimasto impresso all’artista, che ha deciso di farne il perno del suo progetto -curato da Manuela Pacella – concepito come un monumento per sensibilizzare il pubblico rispetto al tema della violenza sulle donne e del femminicidio: un fenomeno che nel nostro Paese rivela statistiche sempre più angoscianti. Grazie a SetUp, Moretti potrà realizzare nell’aprile 2013 una personale all’Officina delle Zattere, confluendo nel calendario degli eventi collaterali alla prossima Biennale di Venezia.

– Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • Francesco

    Bella porcata ! Tutto in famiglia Cavallarin!

    • Savino Marseglia

      uno dei ruoli principali dell’arte è quello di distruggere questi premi arbitrari e
      inutili. Per far questo occorre, tuttavia, distruggere l’organizzazione e la produzione che ci sta dietro.

  • bhe rispetto la schifezza della fiera set up, questo progetto mi sembra più che dignitoso. Set up: spazio orribili, ammasso di opere di infima qualità, prezzi alti senza motivo…un pieno di opere che insieme alla processione del pubblico diventa un vuoto: infatti nn è mai possibile soffermarsi e approfondire. Va detto che le opere sono tutte tremende: presuntuosi e pretenziosi esercizi di ikea evoluta…

    7500 euro un Brigenti….ma per quale motivo? Cho è Brighenti? senza riferimenti critici il mercato di basso livello di arte fiera e set up è destinato a precipitare e truffare solo sprovveduti collezionisti…

  • luino

    che buffonata! degna del cavallarin…

  • Arafat

    Ma davvero? Cavallarin un minimo di dignita nel fare queste figuracce. Poi la mostra alle zattere chi la curera? Sempre martina? Che tristezza. Ci mancava che arevalo desse un premio speciale ad angelosanto

  • Se ho capito bene,

    l’artista appena premiato, sa già alla perfezione come sarà l’opera esposta pubblicamente?

    Lasciate riposare in pace quella povera donna uccisa, e date i soldi del premio alla famiglia!

  • opera riciclata !!!!!!!!!!! opera finalista al premio celeste 2010.

  • Annibale

    capisco che la scarsissima qualità di bologna (fiera) e la noia dei vari satelliti ma trovo assurdo dare una notizia del genere senza essere indignati dalla puzza di putrido che c’è dietro a questo premio (a partire dal nome..).
    Si spera che un giovane artista (o presunto tale) degno di cotanto premio abbia almeno due idee all’anno, invece la poca consistenza del Moretti è palese: dal 2009 ad oggi si è fatto curare almeno 10 (DIECI) mostre tra collettive e personali dalla Cavallarin, due delle quali nel suo spazio non-profit tra milano e venezia (dove opera tranquillamente come una galleria d’arte qualunque..).
    Nel comitato scientifico non c’è un nome autorevole e serio (in cinque curano circa 200 mostre all’anno !!!! spaziando dagli artisti più o meno raccomandati).
    Se la fanno e se la raccontano, ma mi chiedo chi dia a gente del genere della fiducia per organizzare tutte queste cose che abbassano il livello e tolgono fiducia; peggio di voi ci sono solo i politici che vi danno i fondi per fare queste stupidaggini.
    Siete il peggio che questo settore possa avere e rispecchiate perfettamente la poca cultura del merito.
    Dovreste vergognarvi !

    • Bene,

      Bravo Annibale, noto con piacere che hai sempre una buona parola per tutti.

  • purtroppo queste dinamiche avvengono nella politica e nell’economia (vedi monte dei paschi) non vedo perchè non debbano avvenire anche nell’arte, settore autoreferenziale e poco seguito per antonomasia….

    non rimane che rimanere sul merito delle opere, e quindi se ci fosse una critica d’arte e un pubblico vero, queste cose sarebbero ignorate e marginalizzate. Basti pensare anche al più blasonato Premio Furla, dove negli anni scorsi ne abbiamo viste delle belle.

  • il memoriale per la donna uccisa senza motivo a milano mi ricorda il tessuto a forma di aereoplano Itavia che flavio favelli, giovane indiana jones, espone spesso, ultimamente a torino sula mostra relativa quegli artisti che fanno riferimento alla storia….biscotti, di massimo, arena e compagnia bella…

    Quando non ci sono idee, o meglio nuovi codici, si pesca dalla storia o dalla più impensabile attualità per caricare di senso l’opera..e avere un contenuto di qualità standard e non criticabile……una generazione wikipedia, vince chi ha la citazione più accattivante e le pubbliche relazioni migliori. Stessa cosa per Luigi Presicce, sempre a Bologna, con le sue speculazioni tra teatro, occultismo e storia….questi giovani indina jones presentano sempre la stessa opera…..perchè i nostri curatori rampanti alla Bruciati o alla Rabottini non lo dicono??? Che noia.

    http://www.artribune.com/2012/11/giovani-indiana-jones/

    • sim sala bim

      Una cosa che non capisco è perché tu, Luca Rossi, puoi sfrangerci gli zebedei dicendo sempre le stesse cose, trite e ritrite, prive di qualunque sorta di originalità e fondamento, e gli artisti poi non possono invece ripetersi. Il tuo problema è che non c’è alcuna proposta da parte tua. A fare i negazionisti, quelli che “gli fa tutto schifo” ci vuole poco. Costruire qualcosa, esporsi, è diverso. E soprattutto, dal momento che perdi le tue giornate su questi benedetti siti web, ce l’hai un lavoro?

      • @sim sa la bim: ti consiglio di visitare il blog, esiste una proposta alternativa. Mentre questi giovani artisti si dimenano in gabbia come tigri smaniose e ferite…e guardano il loro ammaestratore-curatore che li sponsorizza, in modi anche un po’ squallidi…

        faccio tanti lavori e trovo anche il tempo di lavare la testa agli asini come te.

  • marco

    Vergogna! vergogna! vergogna! vergogna! vergogna! vergogna!

    Ma gli organizzatori di questa ennesima “fiera” non si rendono conto che nascono già nella palude facendo cosi? Come vi viene in mente di pensare che ci sia bisogno di una nuova fiera in Italia se poi il risultato è così scadente? Come, ce lo spiegate?
    Siamo TUTTI AFFRANTI quando compaiono realtà di questo genere. Soldi buttati quando bastava confrontarsi un po’ di più per fare un buon progetto.
    Eugenio Viola, ma chi è?
    Se solo fosse stata fatta una vera selezione delle gallerie, uno come Moretti neanche all’entrata dei servizi igienici lo avrebbero esposto.
    Vergogna!