Arte tra le nuvole. Virgin ospita lo street artist Ben Eine e lancia la prima galleria legata a una compagnia aerea. Con visita virtuale on air

A partire dal primo Febbraio 2013 chi viaggerà in prima classe sulla compagnia aerea Virgin, sul tratto che va da Londra a New York, avrà la possibilità di usufruire di un nuovo esclusivo servizio. Si tratta della prima “Gallery on air” mai realizzata: protagoniste le opere del celebre street artist Ben Eine, che, con i suoi […]

Ben Eine

A partire dal primo Febbraio 2013 chi viaggerà in prima classe sulla compagnia aerea Virgin, sul tratto che va da Londra a New York, avrà la possibilità di usufruire di un nuovo esclusivo servizio. Si tratta della prima “Gallery on air” mai realizzata: protagoniste le opere del celebre street artist Ben Eine, che, con i suoi caratteri tipografici dai colori sgargianti, ha già lasciato il segno sui muri di Londra come nelle gallerie di Manhattan (a fine gennaio il finissage della collettiva presso la Charles Bank Gallery di New York).
Con un valore che oscilla tra le 2.500 e le 15.000 sterline, le opere saranno esposte presso le sedi di London Heathrow, JFK e Newark. Una volta a bordo i passeggeri potranno effettuare una visita virtuale  della neonata “Gallery in the Air” e del backstage del lavoro di Eine nel suo studio.
La compagnia di Richard Branson ancora una volta si distingue per la strategie di intrattenimento (Virgin rappresenta un colosso in termini musicali ma non solo) e questa collaborazione conferma la tendenza del progressivo “smaterializzarsi” delle gallerie, sempre più orientate verso progetti on line, virtuali, nomadi, oppure, dal prossimo mese, a 35.000 piedi di altezza. “Rispetto la filosofia coraggiosa della Virgin”, ha affermato Eine, “e il suo modo di andare controcorrente, perciò ho deciso di far parte di questo progetto“. Una nuova frontiera dell’art system, tra marketing creativo e formule di veicolazione culturale alternative.

– Diana Di Nuzzo

www.einesigns.co.uk/diary
www.charlesbankgallery.com

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Diana Di Nuzzo
Scrive di Pop Surrealism e Lowbrow Art da tempo, e la sua passione per la cultura pop e underground l'ha portata a trasferirsi nella Grande Mela per conoscere da vicino il mondo delle gallerie dedicate e della Street Art. Qui trova pane per i suoi denti e tenta di fare la corrispondente all'estero cercando di dare voce a movimenti che in Italia restano ancora poco conosciuti. Appassionata di fumetti e toys di ogni epoca e tipo, è ormai ossessionata da Instagram e Facebook, al punto di averne fatto una semiprofessione. Nel campo delle arti visive predilige il mondo del figurativo e ha un debole per gli anni '80 e il suo universo di immagini trash, ipercolorate e molto spesso kawaii. Per il futuro confida di disintossicarsi dalla sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie (di recente acuita da New York) e da quella dell'Analisi Semiotica.