Arte pubblica a New York. Ma solo per tassisti e passeggeri. Il nuovo progetto di Ryan McGinley ha la musica dei Sigur Ròs e le immagini della città: videopoesia a bordo

Il canto melodioso dei Sigur Ròs si irradia come pulviscolo sonoro, attraverso le immagini: ninna nanna sussurrata e lieve, con quell’inconfondibili venatura onirica che ha reso celebre la band islandese. Il video lo firma Ryan McGinley per il progetto corale “Valtari Mystery Film Experiment“, lanciato dai quattro musicisti di Reykjavík. Un piccolo gioiello di pura commozione, […]

Varuo, Ryan McGinley, 2013

Il canto melodioso dei Sigur Ròs si irradia come pulviscolo sonoro, attraverso le immagini: ninna nanna sussurrata e lieve, con quell’inconfondibili venatura onirica che ha reso celebre la band islandese. Il video lo firma Ryan McGinley per il progetto corale “Valtari Mystery Film Experiment“, lanciato dai quattro musicisti di Reykjavík. Un piccolo gioiello di pura commozione, 30 secondi appena per catapultare l’occhio in una dimensione irreale, sospesa. A poterne fruire, tra il 9 gennaio e il 5 febbraio 2013, saranno esclusivamente dei tassisti; Varuo è infatti la prima installazione d’arte pubblica che sfrutta i monitor televisivi installati dentro i taxi. “Questo pezzo è la mia poesia per New York City“, ha raccontato McGinley, che ha concepito l’opera come un prezioso e insolito ritratto urbano; protagonista è New York, con le sue strade caotiche: qui i rumori si sospendono in favore dei suoni, il ritmo rallenta, nella magia di uno slow-motion, e le luci artificiali si smorzano, si impastano, fuse in una grana dorata. “Mi sono sempre interessate quelle atmosfere in cui sogno e realtà si mischiano, a parità di condizioni”.

Protagonista di questa micro storia è una ragazza scalza che saltella tra le auto, come se al posto dell’asfalto ci fossero praterie: angelo in t-shirt che incarna l’innocenza, Jessica Tang è una giovane amica dell’artista, le cui chiome colore del grano dipingono una linea continua, brillante, ad attraversare lo spazio e le persone. Un regalo breve ma pieno di luce, come un fulmine elettronico. Ad accompagnare la noia, lo stress e la fatica di giornate al volante, consumate da passeggeri e guidatori.
Sono in tutto 3000 i taxi di Nyc coinvolti, che per un mese, anziché news e pubblicità, sui mini schermi a bordo si godranno un po’ d’arte contemporanea.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.