Arte, memoria storica e… sampietrini. Torna a Roma per la quarta edizione il progetto del tedesco Gunter Demnig: una pietra per ricordare una persona deportata

L’idea risale al 1993, quando l’artista fu invitato a Colonia per un’installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti. All’obbiezione di un’anziana signora, secondo la quale a Colonia non avrebbero mai abitato rom, l’artista decide di dedicare tutto il suo lavoro successivo alla ricerca e alla testimonianza dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni […]

Una delle passate edizioni di Memorie d’inciampo

L’idea risale al 1993, quando l’artista fu invitato a Colonia per un’installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti. All’obbiezione di un’anziana signora, secondo la quale a Colonia non avrebbero mai abitato rom, l’artista decide di dedicare tutto il suo lavoro successivo alla ricerca e alla testimonianza dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni naziste: ebrei, politici, rom, omosessuali.
E la cosa varca i confini della Germania, anche in direzione dell’Italia: quell’artista era infatti il tedesco Gunter Demnig, ed il progetto che ha sviluppato negli anni arriva ora per la quarta edizione a Roma con il titolo di Memorie d’inciampo. Come si sviluppa? Demnig sceglie il marciapiede prospiciente la casa in cui hanno vissuto uno o più deportati, e vi installa altrettante “pietre d’inciampo” – Stolpersteine, nell’originale tedesco -, sampietrini del tipo comune e di dimensioni standard (10×10): li distingue solo la superficie superiore, a livello stradale, perché di ottone lucente. Su di essa sono incisi nome e cognome del deportato, età, data e luogo di deportazione e, quando nota, data di morte.
Dopo le tre edizioni (2010, 2011, 2012) in cui sono state posizionate 156 pietre d’inciampo, per la quarta l’artista sarà a Roma il 14 e il 15 gennaio 2013, per installare personalmente 36 nuove pietre: quest’anno le zone coinvolte sono Municipio I (Centro Storico), Municipio II (Flaminio, Parioli, Pinciano, Salario, Trieste), Municipio IX (Prenestino Labicano, Tuscolano, Appio Latino), Municipio XVII (Borgo, Prati) e Municipio XVIII (Aurelio, Trionfale, Primavalle).

www.arteinmemoria.it

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • elena

    Una bellissima esperienza artistica!!!! Mi piacerebbe sapere qualche via, magari del mio Municipio, il XVII. Comunque buon lavoro!!!! bravo!!! Elena [sono una storica dell’arte].