Anselm Kiefer progetta un museo tutto suo, in un piccolo comune francese: un parco di scultura immerso nella natura. E intanto è già fissata la grande mostra al Pompidou

Croissy-Beaubourg è una piccolo comune francese dell’Île-de-France, di appena 2.000 abitanti. Un posto in cui non ti aspetteresti di trovare un gigantesco progetto permanente, concepito da uno dei più grandi artisti viventi. E invece è proprio questo il luogo che Anselm Kiefer avrebbe scelto per realizzare un’opera monumentale, forse la più impegnativa della sua vita. Ad […]

Anselm Kiefer, Die Ungeborenen, courtesy Thaddaeus Ropac

Croissy-Beaubourg è una piccolo comune francese dell’Île-de-France, di appena 2.000 abitanti. Un posto in cui non ti aspetteresti di trovare un gigantesco progetto permanente, concepito da uno dei più grandi artisti viventi. E invece è proprio questo il luogo che Anselm Kiefer avrebbe scelto per realizzare un’opera monumentale, forse la più impegnativa della sua vita.
Ad annunciare la cosa, pochi giorni fa, è stato il sindaco della cittadina, Michel Gérès, nella sala polivalente dell’Orangerie, in presenza dell’artista. Qui, a due passi dal suo immenso laboratorio di 35.000 m2, in un’area circondata di boschi e laghi, Kiefer dovrebbe presto iniziare a costruire un museo a cielo aperto, grande parco di scultura disseminato delle sue installazioni, concepito in totale armonia con la natura. “Il piano d’uso del suolo lo consente”, ha rassicurato Gérès, “dunque non ci sono ostacoli normativi allo sviluppo dell’idea”; mentre Paul Miguel, presidente della communautés d’agglomération del Val Maubuée, ha posto l’accento sull’aspetto della fruizione, sottolineando che “l’intento è quello di sviluppare un’ampia possibilità di accesso alle opere”. Un progetto, dunque, che punta a calamitare folle di visitatori, perché “il turismo a Seine-et-Marne non è solo Disneyland Paris”.

Anselm Kiefer, Winterland, 2010 – courtesy Gagosian gallery

Non sono ancora chiari i termini di sviluppo, né dal punto di vista finanziario né da quello strutturale. E i tempi sono tutti da definire. Unica certezza: la volontà di procedere, da parte dell’artista e delle amministrazioni.
Anselm Kiefer, star celebrata in tutto il mondo, figura mitologica della storia dell’arte del secondo Novecento, in Francia  è particolarmente amato e corteggiato. È  lui ad aver inaugurato, di recente, i nuovi spazi  di Gagosian e Thaddaeus Ropac nelle periferie di Parigi, e sarà lui il protagonista assoluto della stagione espositiva 2015 del Centre Pompidou: è già in cantiere, infatti, una grande retrospettiva che ne omaggerà la lunga carriera. Chissà se per quella data il tempio en plein air di Croissy-Beaubourg sarà già pronto ad accogliere i fiumi di turisti, giunti in pellegrinaggio nella capitale per una full immersion nella potenza visionaria dell’artista.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.