Ai Weiwei giurato esiliato. Spazio ai giovani al Rotterdam Film Festival, poco glam ma molte iniziative pensate ad hoc

Mentre dall’altra parte dell’oceano il Sundance si avvia a conclusione, nel nord Europa, e precisamente in Olanda, prende il via la 42° edizione del Rotterdam Film Festival. Un’occasione poco glamour, rispetto alle altre kermesse europee, dove l’attenzione – fra il 23 gennaio e il 3 febbraio – si concentra sul rapporto tra autori e pubblico. […]

Ai Weiwei

Mentre dall’altra parte dell’oceano il Sundance si avvia a conclusione, nel nord Europa, e precisamente in Olanda, prende il via la 42° edizione del Rotterdam Film Festival. Un’occasione poco glamour, rispetto alle altre kermesse europee, dove l’attenzione – fra il 23 gennaio e il 3 febbraio – si concentra sul rapporto tra autori e pubblico. Quest’anno la giuria del concorso principale, l’Hivos Tiger Award Competition, sarà un po’ particolare: tutto normale per I membri come l’attrice iraniana Fatemeh Motamedarya, lo sceneggiatore e regista russo Sergei Loznitsa (La Revue, My Joy), il regista olandese Kees Hin (Shadowland), il direttore artistico del Festival del Cinema Europeo di Siviglia José Luis Cienfuegos. Un po’ meno per un altro membro di lusso, Ai Weiwei (Fairytale, One Recluse), che non ha bisogno di presentazioni, e che non sarà in grado di assistere al Festival in loco, e quindi si unirà alla giuria dalla sua casa di Pechino. Al vincitore del premio, un talento ancora non affermato, oltre alla cifra di 15mila euro, è garantita la ribalta sui media internazionali.
Bright Future è l’altra divisione importante dedicata ai giovani esordienti con l’opera prima o seconda, mentre Spectrum è lo spazio deputato alla raccolta delle opere circuitate durante l’anno nei festival di tutto il mondo e considerate di particolare interesse culturale nel panorama visivo contemporaneo. In questa sezione troviamo l’italiano Salvatore Mereu con Bella Mariposas. Poetry of Nature è una sezione di recente introduzione: si tratta di corti disponibili sul canale YouTube dell’IFFR fino alla fine di febbraio. Il tema offre ai registi lo spunto per una riflessione personale sulle interferenze della cultura umana con alcuni luoghi incontaminati della natura.

Salvatore Mereu, Bella Mariposas

Ci sarà poi una retrospettiva dedicata a Dominick Graf, secondo alcuni l’artista più sottovalutato della storia del cinema in lingua tedesca, che ha lavorato principalmete per la Tv. E quella su Kira Muratova, una delle registe ucraine più rappresentative degli ultimi cinquanta anni, che per la prima volta si vede dedicata una rassegna completa al di fuori della Russia. Sarà dato ampio spazio alle produzioni iraniane, i cui esponenti il Festival di Rotterdam segue da molti anni, con un’ampia collezione di cinema contemporaneo e video arte. Tra le attività collaterali va nominato CineMart, una piattaforma che offre ai filmakers l’opportunità di presentare le proprie idee all’industria internazionale per trovare finanziamenti e sponsor, e il Rotterdam Lab, un workshop intensivo di 5 giorni pensato per offrire ai neoproduttori la possibilità di entrare in contatto col circuito nazionale e costruirsi il proprio network. Alla critica ci pensa, invece, il Trainee Project for Young Film Critics, che si prefigge l’obiettivo di dare una chance a giovani talenti critici emergenti residenti al di fuori dei Paesi Bassi e che ancora non abbiano visto affermata la propria firma. Quest’anno al Festival di Rotterdam si terrà, infine, il fiato sospeso fino all’ultimo giorno quando verrà proiettato al mondo l’attesissimo il film di chiusura: il debutto inglese dell’apprezzato regista sud coreano Park Chan-Wook (Oldboy, Mr Vendetta, Lady Vendetta). La storia prende spunto da un incidente mortale e vede tra i protagonisti Mia Wasikowska e Nicole Kidman.

– Federica Polidoro

www.filmfestivalrotterdam.com

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.
  • Manda

    Sembra più un festival esclusivamente per gli addetti ai lavori…già Kira Muratova è un soggetto alquanto esotico, ma Dominick Graf non si è nemmeno mai sentito nominare… d’altra parte a cosa servono questi festival?