A Firenze è tempo di Pitti Immagine. Gli uomini e la moda: una lunga storia di seduzione, inaugurata quasi mezzo secolo fa. Edizione numero 83, con Kenzo a fare da special guest

Era il 1972, quarantatré anni per ottantatré edizioni. Una storia importante quella di Pitti Uomo, la piattaforma internazionale più autorevole per l’universo del fashion declinato in chiave maschile. Una scommessa su cui qualcuno puntò, allora, indovinando contro ogni previsione, in un tempo in cui dire moda era dire donna, inequivocabilmente. Ma il coraggio pagò e […]

Erїk Bjerkesjö

Era il 1972, quarantatré anni per ottantatré edizioni. Una storia importante quella di Pitti Uomo, la piattaforma internazionale più autorevole per l’universo del fashion declinato in chiave maschile. Una scommessa su cui qualcuno puntò, allora, indovinando contro ogni previsione, in un tempo in cui dire moda era dire donna, inequivocabilmente. Ma il coraggio pagò e nuovi settori di mercato, a partire da quella intuizione, cominciarono a a decollare. Business creativo, l’intelligenza del rischio.
E oggi torna, Pitti Immagine, a Firenze. Con la sua tradizionale kermesse invernale dedicata allo stile del maschio contemporaneo: urban & street style, note glam-chic, avanguardia e new wave, estetica british da dandy metropolitano, provando a essere casual ma con rigore, seducenti ma in relax: nel tepore dei filati e del tricot, nelle geometrie linde dei tagli, nell’eccellenza dei dettagli sartoriali, fra tailoring e tradizione, nelle fascinazioni d’Oriente e nei classismi resistenti, a raccontare un made in Italy che tiene, ancora e ancora, e che sa dire la sua.
Allora, oltre ai consueti Usa, Francia, Inghilterra, Svizzera, alla Fortezza da Basso sfileranno brand da Giappone Cina, Corea, India, Kazakistan. Ma soprattutto dall’Italia. E accanto alle sfilate, ai 1062 marchi e alle 11 sezioni, anche una serie di eventi speciali. Intanto c’è il big Kenzo, ora nelle mani creative di Humberto Leon e Carol Lim, che è il Guest Designer Uomo di questa edizione, celebrato con un evento speciale il prossimo 10 gennaio: energia pura, ispirazioni esotiche, ricercatezze pop (“something for everyone”) e una sperimentazione sempre colta, giocosa, sensibile agli input dei linguaggi contemporanei, arte in testa.

Kenzo

Non poteva mancare poi Erїk Bjerkesjö, vincitore di Who Is On Next? Uomo 2012, scelto come New Performer per quest’anno: sarà lui il protagonista di una performance site-specific negli spazi di Villa Favard, con un’anteprima internazionale della sua collezione uomo F-W 2013-2014: “Amo presentare tutto ciò che faccio in forma di immagini ben concepite – racconta – still life o semi-documentari. La mia presentazione per il pubblico di Pitti Uomo 83 avrà gli accenti tranquilli e chiari di una visione post-moderna: il “mio” modo per celebrare il nuovo artigianato“.
Una chicca, tra musica e moda, è quella di Reebok, che reinterpreta l’iconica Classic Leather con la versione PF1999, edizione limitata disegnata con i Planet Funk, sul palco martedì 8 con un live show, allo spazio Alcatraz della Leopolda.
E poi Pitti Italics, non l’ennesima etichetta ma una specie di marchio doc, spazio simbolico e concreto in cui Pitti si adopera per promuovere i giovani fashion designer italiani. Lo inaugura Andrea Pompilio, che alla Stazione Leopolda presenta la sua nuova collezione uomo, in cui l’eccellenza tutta italiana traghetta verso outfit contemporanei internazionali. Ancora Italia con Ermanno Scervino, che sfilerà il 9 gennaio come Pitti Special Event, nello storico Salone dei 500 di Palazzo Vecchio, mentre Emiliano Rinaldi arriva alla Limonaia del Giardino di Villa Vittoria con una collezione dal titolo AMO FIRENZE, che interpreta radici e sentimenti d’appartenenza, per una città simbolo del fashion nazionale.

– Helga Marsala

Pitti Uomo 83
8-11 gennaio 2013
Fortezza da Basso,
viale F. Strozzi 1, Firenze

www.pittimmagine.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.