Una storia d’amore per mille attori, tutti protagonisti. Taglia, cuci e incolla (con uno strappo ai diritti d’autore) per una giornata di Mashup Cinema a Firenze

L’appuntamento è giovedì 6 dicembre, a partire dalle 17:30, al Cinema Odeon di Firenze. Conclusa la sesta edizione dello Schermo dell’arte, la 50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze continua la sua programmazione, dedicando un’intera giornata al mash-up cinematografico. Si parte dai primi esperimenti pionieristici, con quello che è ormai un “classico” del genere, La […]

Final cut (Colazione da Tiffany)

L’appuntamento è giovedì 6 dicembre, a partire dalle 17:30, al Cinema Odeon di Firenze. Conclusa la sesta edizione dello Schermo dell’arte, la 50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze continua la sua programmazione, dedicando un’intera giornata al mash-up cinematografico. Si parte dai primi esperimenti pionieristici, con quello che è ormai un “classico” del genere, La verifica incerta di Gianfranco Baruchello e Alberto Grifi. A seguire un balzo nel presente, tra le prospettive più futuribili, con la proiezione di una serie di Cortometraggi mash-up dal web, coordinati e commentati da Andrea Mi e Luca Castelli. Ad ingresso libero e gratuito, gli incontri del pomeriggio serviranno a stimolare anche un dibattito tra gli intervenuti, di fronte al paradosso di prodotti sempre più Home made, ma consacrati (per un giorno solo, s’intende!) alla gloria del grande schermo.
Proseguendo su questa linea del “cinema amatoriale”, la programmazione serale (da qui in poi, non più gratuita) si aprirà alle 20:30 con la proiezione di Formato ridotto (2012), un film-documentario che mixa le immagini tratte dall’archivio Home Movies (Archivio Nazionale del film di famiglia) con le letture di testi composti per l’occasione da Enrico Brizzi, Ermanno Cavazzoni, Emidio Clementi, Ugo Cornia e Wu Ming 2. Ma il clou sarà quel Final Cut (2012) di György Pálfi, realizzato selezionando le scene da 451 film cult della storia del cinema.

Final cut (Belle de jour)

Un’occasione davvero unica per gli appassionati del genere (e non solo), perché il film, che reca nei titoli di coda la dicitura “For educational purpose”, è stato realizzato senza rispettare alcun diritto d’autore. Questa scelta, giustificata dal bisogno di una assoluta libertà creativa, ha reso la pellicola non commerciabile. Per vederla bisogna capitare nel posto giusto al momento giusto: la prima in Italia è stata il Torino Film Festival, la prossima sarà proprio a Firenze.  La trama del film può essere riassunta in quattro frasi, ma l’enorme semplificazione dello script (con due soli protagonisti e un paio di ruoli secondari) mira in primo luogo a facilitarne la fruibilità. La storia d’amore tra un uomo e una donna scorre attraverso i volti di quasi un migliaio di celebrità, da Leonardo Di Caprio a Sophia Loren, da Charlie Chaplin a Penélope Cruz. Il sovraffollarsi di luoghi comuni è impreziosito da un montaggio tecnicamente ineccepibile, capace di mescolare in una sola sequenza gli spezzoni di decine di film, rispettando al massimo la fluidità dei movimenti e del sonoro. E sarà difficile trattenere il riso o le subitanee emozioni, di fronte al comparire fugace dei volti più espressivi, più inattesi, o anche squisitamente inappropriati.

– Simone Rebora

www.50giornidicinema.com

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.