Un museo virtuale per la storia di Internet. Si chiama The Big Internet Museum e vi racconta il passato del web. Da ARPAnet agli smarthphone

Internet ha sempre favorito, sin dai suoi primi anni di vita, lo scambio di messaggi tra persone provenienti da tutto il mondo. Questa capacità connettiva l’ha reso un laboratorio sperimentale per la nascita e lo sviluppo rapidissimo di tecnologie, linguaggi e sistemi di riferimento, tanto che talvolta può essere difficile individuarne il significato e ripercorrerne […]

Internet ha sempre favorito, sin dai suoi primi anni di vita, lo scambio di messaggi tra persone provenienti da tutto il mondo. Questa capacità connettiva l’ha reso un laboratorio sperimentale per la nascita e lo sviluppo rapidissimo di tecnologie, linguaggi e sistemi di riferimento, tanto che talvolta può essere difficile individuarne il significato e ripercorrerne la storia. Per rendere le cose più semplici e offrire una documentazione ordinata, tre impiegati di un’agenzia pubblicitaria tedesca hanno unito le forze per dare vita a un progetto educativo genuinamente curioso. Si chiama The Big Internet Museum ed è un sito web che rappresenta un vero e proprio catalogo dei più svariati termini legati alla storia della Rete. Cos’è ARPAnet? Quand’è nata la parole “blog”? Qual è stato il primo telefono cellulare prodotto per supportare la navigazione web?
La collezione si divide in otto sale virtuali, ognuna delle quali dedicata a un argomento specifico: da quella sulle reti sociali si può passare all’altra sulle periferiche; scorrendo le ordinate schede e immergendosi in quello che diventa un gioco della memoria per i meno giovani e una lezione di storia per gli utenti più recenti. Al momento il numero delle schede si aggira attorno alle sessanta unità ma è destinato ad aumentare con il passare delle settimane: gli utenti hanno la possibilità di contattare il team del sito e suggerire nuove voci da aggiungere alla collezione.

– Filippo Lorenzin

www.thebiginternetmuseum.com

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Filippo Lorenzin
Filippo Lorenzin è un critico d’arte contemporanea e curatore indipendente. Si interessa principalmente del rapporto tra arte, tecnologia e società, seguendo un percorso in cui confluiscono discipline come l’antropologia, la psicologia e la storia. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia e allo Iuav, sviluppando un interesse nelle ricerche artistiche che si confrontano con le problematiche derivanti dalle modalità di interazione tra individui, contesti culturali e strumenti. Ha realizzato numerosi studi riguardanti il rapporto tra arte contemporanea, Internet e pubblico online, affrontando casi come il crowdfunding e le mostre d’arte virtuali. Affascinato dal confronto diretto, predilige la forma dell’intervista in quanto occasione per discutere e imparare.
  • Antonio

    Delizioso.