Tutto il 2012 dell’artword condensato in 12 notizie. E se ce n’è sfuggita qualcuna di importantissima, sta a voi indicarcela!

Per tanti anni è stato l’organo di informazione di riferimento per l’artworld mondiale, quello che ha imposto gli standard ai sempre più incisivi media online. Ma la crisi generale, e scelte gestionali sbagliate, hanno portato alla chiusura di Artnet Magazine Le Olimpiadi sono sempre un evento degno di menzione, non fosse altro che per dimensione: […]

Lo skyline di Hong Kong

Per tanti anni è stato l’organo di informazione di riferimento per l’artworld mondiale, quello che ha imposto gli standard ai sempre più incisivi media online. Ma la crisi generale, e scelte gestionali sbagliate, hanno portato alla chiusura di Artnet Magazine

Le Olimpiadi sono sempre un evento degno di menzione, non fosse altro che per dimensione: ma quando coinvolgono in primo piano grandi architetti ed artisti come quelle di Londra, lo diventano anche per il nostro resoconto. Fra i simboli resta Work No. 1197, di Martin Creed, che il 27 luglio ha dato il via ufficiale ai Giochi facendo suonare in contemporanea tutte le campane del regno

Come – e soprattutto perché – fare di tutto per distruggere il prestigio di un museo come il MOCA di Los Angeles? Ognuno ha la sua risposta da dare, o forse non ce l’ha nessuno: intanto nel 2012 sono andati in scena solo licenziamenti, fragorose dimissioni dal Cda, annullamenti di progetti previsti, e tante chiacchiere

Nella Power100 List stilata da ArtReview quest’anno è al terzo posto, dopo che lo scorso anno era in cima. Eppure Ai Weiwei ormai ha scalzato tutti i personaggi del mondo dell’arte, quanto a seguito nei media e nell’opinione pubblica: con tanti risvolti positivi, specie in termini di impegno civile pro-Cina; ma a volte con pochino di noia…

Sono tanti i nuovi musei che hanno visto la luce negli ultimi 365 giorni, dal Louvre di Lens al nuovo Eli Broad Museum: eppure gli occhi restano puntati sul più visitato al mondo, in ambito di arte contemporanea. Ovvero sulla Tate Modern, che ha aperto il primo pezzetto della sua extension, i Tanks

 

Potevamo non segnalare un evento che ha segnato un record di 860mila visitatori, che ne fanno la manifestazione più frequentata dal mondo dell’arte? L’estate 2012 è stata dominata da Documenta Kassel, curata da Carolyn Christov-Bakargiev

Anche il restauro ha scritto pagine da ricordare: l’ostinata ricerca della Battaglia di Anghiari, a Firenze, ha appassionato soprattutto i media anglosassoni. Chi invece ha letteralmente invaso i social network è stata Cecilia Giménez, la maldestra restauratrice autodidatta spagnola, che ha deturpato un’opera del XIX secolo del pittore Elía García Martínez

Hanno incendiato le coscienze degli osservatori più “movimentisti”: tutto il mondo ha seguito da Mosca le vicende, culminate con la condanna, delle Pussy Riot

 

Ormai sembra un luogo comune, ma mai come in questo caso è supportato da dati concreti: grandi gallerie internazionali, case d’asta, fiere d’arte, tutti vogliono esserci, a Hong Kong, il nuovo centro focale dell’arte mondiale. Ed il progetto del nuovo museo diretto da Lars Nittve, l’M+, promette meraviglie…

Che il mercato sia sempre più il dominus, anche nelle arti, è da tempo una realtà, forse una iattura. Ma come non segnalare che il 2012 è stato l’anno dell’opera più cara della storia – l’Urlo di Munch, 120 milioni di dollari – e dell’asta più ricca della storia, quella di Christie’s a New York, 412.3 milioni di dollari?

Ha inaugurato fuori Parigi la sua ennesima mega-galleria – ormai pure lui faticherà a contarle -, ma sul finire dell’anno ha dovuto fare i conti con gli addii eccellenti di alcuni dei purosangue della sua scuderia, su tutti Damien Hirst, con il quale costituiva un duo che pareva granitico. Insomma, nel bene o nel male, Larry Gagosian non può non essere protagonista…

Il più scioccante è stato probabilmente quello a Mike Kelley, suicida a Los Angeles a soli 58 anni. Ma l’anno che si chiude ha segnato anche gli addii ad Antoni Tàpies, David Weiss, Franz West, Robert Hughes, Georges Mathieu

– Massimo Mattioli