Tu ci metti gli artisti, io la stampa: Fontegrafica pesca dalla scuderia di Patricia Armocida e sfodera un calendario 2013 d’autore. Presentato in anteprima alla Permanente di Milano

Che un calendario faccia i conti con il tempo è quanto di più scontato si possa pensare. Se a firmarlo, però, sono dodici artisti contemporanei che nascono, vivono, o hanno scelto di mettere radici negli Stati Uniti, interpretando le diverse anime del pop, del low e del newbrow, allora la faccenda si fa intrigante. E […]

Il calendario Fontegrafica 2013 presentato alla Permanente di Milano

Che un calendario faccia i conti con il tempo è quanto di più scontato si possa pensare. Se a firmarlo, però, sono dodici artisti contemporanei che nascono, vivono, o hanno scelto di mettere radici negli Stati Uniti, interpretando le diverse anime del pop, del low e del newbrow, allora la faccenda si fa intrigante. E se i tipi sono quelli di un’azienda che da sessant’anni accompagna big della moda e grossi marchi del lusso nella stampa del proprio materiale promozionale, significa che la faccenda si fa dannatamente seria. È da tredici anni che Fontegrafica realizza, con il progetto Contemporanea, calendari d’autore: per l’imminente 2013 – reiterazione numerologica: potere della cabala? – chiede a Patricia Armocida di aprire le porte della galleria di via Lattanzio e scegliere un artista al mese, chiamato a dare la propria visione del fluire del tempo. Rispondono all’appello i vari Matt Leines, Devenedra Banhart, Bianca Casady e Stephen Powers; ma anche, unico italiano, Alessandro Zuek Simonetti. Le loro opere, opportunamente trattate dall’Heartleft Studio, si accompagnano a ipnotici mantra visuali: cerchi concentrici ispirati a quelli che determinano l’età di un albero, le cui cromie nascono come palette di Photoshop, campionando la gamma di colori di ciascuna opera. Quasi un’analisi del sangue di ogni tela, foto o disegno: i valori, sintetizzati in forma di colore, condensano e rappresentano in modo aniconico atmosfere ricche e complesse. Senza disperderne il fascino. Da dodici opere a dodici coppie di opere, dunque: stampate su carte differenti, ad esaltare nelle varie grane la materia di ogni intervento. Una disposizione stile Stonehenge per il one night show che, alla Permanente di Milano, lancia l’operazione: pronta per essere raccontata, dalla prossima settimana, in galleria.  

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.