Trasloco in vista per Peep-Hole. 1913-2013, venti nostalgici per un progetto ultracontemporaneo: la storica Fonderia Artistica Battaglia è la nuova casa del project-space milanese

Nasceva nel 2009, a Milano, in Via Panfilo Castaldi 33, in quello che era stato lo studio di Patrick Tuttofuoco e ancora prima la sede di debutto di Massimo De Carlo. Tre anni fa, esatti. Anche se l’attività editoriale, con gli ottimi quaderni d’artista, dedicati all’approfondimento teorico, era già partita qualche mese prima. Tempi di […]

I laboratori della Fonderia Artistica Battaglia, a Milano

Nasceva nel 2009, a Milano, in Via Panfilo Castaldi 33, in quello che era stato lo studio di Patrick Tuttofuoco e ancora prima la sede di debutto di Massimo De Carlo. Tre anni fa, esatti. Anche se l’attività editoriale, con gli ottimi quaderni d’artista, dedicati all’approfondimento teorico, era già partita qualche mese prima. Tempi di boom del non-profit, in Italia: non si parlava d’altro. E Peep-Hole era, specificamente, un project-space indipendente, concepito come una piccola kunsthalle, o meglio una “project room di un museo, ma senza il museo”. Spazio internazionale, dinamico, focalizzato su una ricerca attualissima e orientata alla qualità, capace di relazionarsi con il settore pubblico e abbastanza propenso a sperimentare, pur collocandosi fuori dall’underground e in seno alle eccellenze del  sistema.
Ne ha fatta di strada da allora Peep-Hole, creatura di Anna Daneri, Bruna Roccasalva, Stefania Scarpini e Vincenzo De Bellis (quest’ultimo guadagnatosi qualche mese fa lo scettro di direttore di MiArt), tra mostre, pubblicazioni, residenze, talk, collaborazioni con musei, fiere, gallerie, riviste. Oggi, per il progetto milanese, si apre una nuova stagione. Che significa, in primis, l’approdo a una nuova location. Ci si sposta in zona Parco Sempione, in Via Stilicone 10, proprio di fronte alla galleria di Lia Rumma. Posto suggestivo, all’interno del cortile della storica Fonderia Artistica Battaglia: “Da un anno eravamo alla ricerca di uno spazio – ci racconta Roccasalva – e il proprietario della Fonderia ci ha offerto la possibilità di utilizzarne uno che si trova all’interno del suo stabile. Si tratta di una inconsueta forma di scambio tra un azienda e un centro che si occupa di cultura”.

Gli operai della Fonderia Battaglia con il cavallo realizzato per la Rai, progettato da Francesco Messina. Correva l’anno 1966

Un’operazione di mecenatismo puro? Proprio così: “Per la Fonderia ospitarci è una forma di investimento di natura filantropica, una cosa po’ inconsueta per i nostro Paese, un modo per rivolgersi alle nuove generazioni e per avvicinare il nostro pubblico alla loro azienda. Da ormai quasi 4 anni, Peep-Hole sta facendo un lavoro che ottiene grande attenzione e visibilità”. Una visibilità e un prestigio, maturati nel circuito contemporaneo, che diventano una bella opportunità per la storica azienda, nata nel 1913 e fin dalle origini al servizio di grandi artisti e creativi, inclusi maestri del calibro di  Adolfo Wildt, Arturo Martini, Marino Marini, Giacomo Manzù,  Lucio Fontana, Arnoldo Pomodoro.
Certo si tratta di una situazione temporanea” – aggiunge Bruna – perché crediamo che Peep-Hole debba avere uno spazio pubblico e continueremo ad aspettare il bando del comune per poterne ottenere uno”. Il trasloco è previsto per gennaio, una volta ultimati i lavori di ristrutturazione, e il primo opening per il 14 febbraio, con una personale di John Henderson. Un nuovo incipit che segna anche l’avvio di una stagione ricca di partnership e iniziative, anche di carattere istituzionale. Un paio attese già a brevissimo: “A partire da gennaio saremo al Museo del ‘900, con un programma sull’educazione e la trasmissione del sapere, e a Villa Croce a Genova, con un progetto sull’editoria”. Intanto, per salutare la vecchia sede, c’è tempo fino al prossimo 20 dicembre, data di chiusura della mostra in corso, “Portikus Under Contruction”. Piccoli spazi indipendenti crescono, si spostano e viaggiano spediti, provando a cambiare e rivitalizzare i contorni dell’artscape cittadino.

– Helga Marsala

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Merrygoround

    Una curiosità ma è una galleria o è uno spazio non profit ?

  • Non profit, c’è scritto. E’ nato come spazio-progetto indipendente, e così prosegue…

  • È difficile trovare persone competenti su questo argomento, ma sembra che voi sappiate di cosa state parlando! Grazie