Spoil System museale. “Costosa e ideologicamente discutibile”: tramonta a Parigi il progetto della Maison de l’Histoire de France, vessillo della grandeur sarkozyana

François Mitterrand lasciò la Piramide del Louvre, Jacques Chirac il Museée du Quai Branly, poteva Nicolas Sarkozy abbandonare l’Eliseo senza lasciare una traccia eterna del suo passaggio, che restasse ben visibile davanti agli occhi dei cittadini a memoria della sua grandeur? Ma le idee scarseggiavano, e allora dal cilindro dello “statista” uscì fuori l’improbabile ed […]

Nicolas Sarkozy

François Mitterrand lasciò la Piramide del Louvre, Jacques Chirac il Museée du Quai Branly, poteva Nicolas Sarkozy abbandonare l’Eliseo senza lasciare una traccia eterna del suo passaggio, che restasse ben visibile davanti agli occhi dei cittadini a memoria della sua grandeur? Ma le idee scarseggiavano, e allora dal cilindro dello “statista” uscì fuori l’improbabile ed astratta Maison de l’Histoire de France, che riuscì nell’impresa di mettere fin da subito tutti d’accordo. Sulla sua assoluta inutilità. Fra i primi a trovarsi d’accordo gli archivisti e storici francesi, guidati da studiosi come Jacques Le Goff, Roger Chartier e Pierre Nora.
Sono bastate poche parole del ministro della Cultura Aurélie Filippetti, a decretare l’archiviazione della pratica, già costata all’erario 7 milioni di euro: “Costosa e ideologicamente discutibile”. Già, perché non manca la contrapposizione ideologica, fra le cause dell’affossamento di un progetto la cui strutturazione avrebbe prestato il fianco ad inevitabili strumentalizzazioni. Ma certamente decisivi sono stati gli 80 milioni di euro di costo previsti, per una fumosa “galleria dei tempi” che avrebbe occupato 13mila metri quadrati in diversi edifici del quartiere Marais, nel centro di Parigi, tra cui il palazzo degli Archivi Nazionali voluto da Napoleone I.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.