Pagine sexy, ma d’artista, sull’ultimo Playboy. Sette nomi internazionali interpretano il tema dell’eros: playmate d’autore, tra Cindy Sherman, Tracey Emin e Richard Prince

Un inizio dell’anno colto per Playboy, che inaugura il 2013 con un numero speciale, affidato a sette super big dell’arte contemporanea. Due di loro avevano già avuto qualche intersezione creativa con il leggendario sexy magazine americano, firmando, molti anni fa, dei progetti direttamente ispirati: è del 1981 la serie fotografica “Centerfolds/Horizontals” di Cindy Sherman, che […]

Cindy Sherman, Untitled, 1992

Un inizio dell’anno colto per Playboy, che inaugura il 2013 con un numero speciale, affidato a sette super big dell’arte contemporanea. Due di loro avevano già avuto qualche intersezione creativa con il leggendario sexy magazine americano, firmando, molti anni fa, dei progetti direttamente ispirati: è del 1981 la serie fotografica “Centerfolds/Horizontals” di Cindy Sherman, che per Artforum riproduceva i classici “centrefold” – le doppie pagine centrali – di Playboy, sostituendo alle provocanti playmate le immagini di donne ansiose, bloccate, sospese tra il vuoto e l’inquietudine. E così Richard Prince, nel 1991, progettava per Printed Matter e Art Metropole una paper bag in edizione limitata con stampato il logo col mitico coniglietto, ma in una deliziosa versione gotica, a forma di teschio.
E non potevano dunque mancare, proprio loro, in questo cammeo d’autore liberalmente ispirato al tema dell’eros e della femminilità. Tutte opere progettate ad hoc per la rivista, ad eccezione delle due foto della Sherman, entrambe del ’92: un nudo posticcio mascherato, ibrido di carne e arti meccanici, in stile boudoir sado-maso; e poi una bambola di plastica per adulti, priva degli arti inferiori e con organi sessuali in bella vista, colta nella rigidità di una posa minacciosa. Prince, su tutt’altra lunghezza d’onda, propone invece uno scatto d’ispirazione pop: una giovane donna in topless, classica immagine da copertina porno-soft.

Tracey Emin, Lonely Chair Drawing V

Immancabile Tracey Emin, bad girl con un’antica passione per le provocazioni erotico-sentimentali, qui con uno schizzo a china, rapido, efficace, nero su bianco. Apoteosi del romanticismo patinato per Will Cotton, che per il suo olio su tela sceglie un soggetto azzeccatissimo: ragazza desnuda distesa su una nuvola di zucchero filato, con coroncina di bon-bon sul capo. Trattasi di un ritratto di Miss Ruby Valentine, splendida ballerina di burlesque Nyc based. Stile grafico per Ryan McGinness, con la sua “Heather Knox” fucsia, playmate stilizzata come un provocatorio brand pubblicitario, mentre Jill Magid resta sul concettuale, riproponendo una delle sue infuocate scritte a neon: “With full consent”, che fu anche il titolo di una sua personale da Gagosian nel 2007. Wes Lang, infine, moltiplica il logo del coniglietto in un taccuino grafico del vizio e del piacere, tra figurine di pin-up, bottiglie di wisky, fiori, pipe, boccali di birra, carte da gioco e scritte random.
La serie di lavori originali era stata presentata all’inizio di dicembre ad Art Basel Miami, per la mostra Fresh Basel: Performance Based Artworks and Art Activations 2012, curata dalla galleria newyorchese The Hole.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Angelov

    Ma lo Sherman non è anche un modello di carro armato americano in uso nella seconda guerra mondiale?
    In questo caso abbiamo la versione femminile: una vera artista d’assalto, con tutti gli attributi.
    OK!

    • MANCANO LA MIE MODELLE DI PALAZZO RUSPOLI, PECCATO.

  • Brutto segnale quando si parla di sesso…ahi ahi ahi…

  • laura Negrini

    Molto molto interessante , immagini efficaci che narrano un’epoca, una realtà …tra cui Cindy Sherman che centra l’obiettivo in modo dissacrante e incisivo. Ho 67 anni e quanto cosi ben espresso l’ho vissuto culturalmente nel mio divenire a proposito di …SOPRAFFAZIONI culturali

  • luca

    La donna come icona assoluta non sessuale ma sensuale . grandissimo McGinness