Miami Updates: mille foto di una città diventata grazie ad una operazione intelligente capitale mondiale dei graffiti. Ciò che in Italia è ancora vandalismo, a Wynwood è strumento di riqualificazione urbana

Ci sono luoghi dove i graffiti sono rimasti un problema di decoro e degrado urbano e vengono utilizzati, come se gli ultimi trenta o quarant’anni fossero passati invano, come patetico strumento di protesta. Ci sono altri luoghi invece dove sono interpretati come arte in senso alto, e in primis di creatività al servizio del territorio […]

Ci sono luoghi dove i graffiti sono rimasti un problema di decoro e degrado urbano e vengono utilizzati, come se gli ultimi trenta o quarant’anni fossero passati invano, come patetico strumento di protesta. Ci sono altri luoghi invece dove sono interpretati come arte in senso alto, e in primis di creatività al servizio del territorio e della città. Se il riferimento ovvio al primo caso sono le sciagurate città italiane, per quanto riguarda la seconda ipotesi bisogna guardare alla Florida, ed in particolare al progetto Wynwood Wall, che ormai da qualche anno si tiene nell’art district di Miami grazie all’idea di Tony Goldman. L’immobiliarista, proprietario di molti lotti in quello che fino alla fine degli Anni Zero era soltanto una sconfinata distesa di magazzini di scarpe, ha concesso agli street artists spazi e muri a volontà per esercitarsi e realizzare “pezzi” a piacimento.
Il risultato è sorprendente: la città si trasforma, i graffiti si trasformano da elemento di pericolo e declino (si pensi alla New York degli anni Ottanta) a strumento di riqualificazione urbana e, perché no, di crescita di valore commerciale e immobiliare. I graffiti richiamano i turisti (pieno di gente che gira a fotografare, come abbiamo fatto noi), i turisti richiamano l’apertura di esercizi commerciali e così alcuni spazi si trasformano in negozi di design, ristoranti (molti di proprietà dello stesso Goldman, che sfrutta le sue intuizioni), bar e torrefazioni di tendenza (chi ci segue su Twitter ha ricevuto i consigli in questi giorni). Durante la settimana di Art Basel Miami Beach il processo subisce un’accelerazione pazzesca: le strade sono gremite di writer da ogni parte del mondo, parecchie dozzine di persone che dimostrano come il graffito possa essere un amico della città quando non si pretende di farlo fuori dalla legge e soprattutto dal rispetto degli spazi pubblici o, ancor di più, di quelli privati. In questo caso il proprietario dei muri non ha subito l’azione degli artisti, anzi l’ha richiesta lui stesso. La prospettiva si rovescia e il vandalismo ritorna arte. Lo capiremo prima o poi? Nell’attesa guardiamoci la grande gallery fotografica qui.

www.goldmanproperties.com
www.thewynwoodwalls.com


  • Intesa Con Paolo

    Tale e quale ai trogloditi dei nostri taggaroli dodicenni eh!