L’istituzione più attiva nella promozione dell’arte italiana a livello internazionale? Sta a Londra. La Estorick Collection debutta con le mostre online: e la prima è dedicata al Futurismo

D’accordo, la denominazione parla chiaro: Estorick Collection of Modern Italian Art. Per cui è normale che l’istituzione si impegni in attività incentrate sull’arte italiana. Meno normale è che la stessa istituzione – londinese, va ricordato – debba distinguersi come la più attiva nella valorizzazione sul piano internazionale della creatività tricolore. Del resto, l’Italia ha dovuto […]

L'ingresso della Estorick Collection

D’accordo, la denominazione parla chiaro: Estorick Collection of Modern Italian Art. Per cui è normale che l’istituzione si impegni in attività incentrate sull’arte italiana. Meno normale è che la stessa istituzione – londinese, va ricordato – debba distinguersi come la più attiva nella valorizzazione sul piano internazionale della creatività tricolore. Del resto, l’Italia ha dovuto osservare da lontano la più grande mostra mai dedicata ad Alighiero BoettiStrategia del gioco, il titolo – passare fra 2011 e 2012 dal Reina Sofía di Madrid, alla Tate Modern di Londra, fino al MoMA di New York, senza che si sollevasse moto di orgoglio sufficiente a portarla sul suolo patrio. E nel 2013 a “tamponare” la falla ci proverà il Maxxi, ma con una piccola mostra, di una trentina di opere.
Intanto, la Estorick Collection macina attività e visibilità: nell’anno che si sta chiudendo con mostre dedicate ad Alberto Burri, un’altra all’Astrattismo italiano nel periodo 1930-1980, mentre ad inizio 2013 la scena sarà tutta per Giorgio Morandi. Ma l’abnegazione italiota del museo voluto dai coniugi Salome ed Eric Estorick varca anche la soglia terrena, dilagando nel virtuale. A dicembre la collezione ha infatti lanciato la sua prima mostra online, ed il tema oggetto del debutto è il Futurismo ed il suo rapporto con la tradizione pittorica italiana. Cinque “gallerie” dedicate al rapporto fra artisti futuristi come Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà e Gino Severini, con l’arte di epoche diverse, dall’arte classica a Bisanzio, al Rinascimento di Paolo Uccello, Piero della Francesca, Leonardo e Michelangelo, fino al Barocco.

www.futurismandthepast.com

  • Come spesso accade all’estero c’è un maggior amore per il nostro patrimonio storico artistico, si spera sempre in qualche riflesso anche qui da noi

    Sulla grandezza di Boetti ho certi dubbi, bravo ma un esempio planetario…