La luce in fondo al tunnel della crisi? A Salerno è d’artista: l’accensione delle luminarie chic anima un centro storico ma così vitale. Ed è boom di prenotazioni negli alberghi

Lo citano tutti per il suo “stay hungry, stay foolish”. Ma tra tutte le sentenze che Steve Jobs ha distillato, parabole evangeliche per una religione techno-consumistica, ce n’è una che sembra fare il caso di Salerno: “investire nella pubblicità in tempo di crisi è come costruirsi le ali mentre gli altri precipitano”. Sentenza tatuata sul petto […]

Salerno, il giardino incantato - foto massimo pica

Lo citano tutti per il suo “stay hungry, stay foolish”. Ma tra tutte le sentenze che Steve Jobs ha distillato, parabole evangeliche per una religione techno-consumistica, ce n’è una che sembra fare il caso di Salerno:investire nella pubblicità in tempo di crisi è come costruirsi le ali mentre gli altri precipitano”. Sentenza tatuata sul petto di migliaia di commerciali in giro per il mondo, spunto che nella città campana si è tradotto in un portentoso dispendio di kilowatt. A quanto pare andato a buon fine. Sono state accese  ai primi di novembre le Luminarie d’Artista, il 1 dicembre è toccato ai 400mila led che compongono i 28 metri dell’albero di Natale di piazza Portanova; Salerno è in piena controtendenza rispetto ad un’Italia che passerà le feste di fine anno al più con un rosicchiato moccolo di candela sul tavolo: comuni al collasso, associazioni commercianti che barcollano, comprensibile come spendere barcate di soldi per babbi natale a incandescenza non sia nelle priorità di amministratori e negozianti.
In Cilento, invece, hanno puntato tutto sulla ruota delle luci: e solo nel primo fine settimana di accensione, benché ancora lontani dai flussi di punta per gli acquisti di Natale, fonti ufficiali parlano di 200mila visite da fuori città, ristoranti pieni, alberghi completi; con tour operator che piazzano il pacchetto “Natale in Campania”, scarrozzando i turisti tra le vie del centro di Salerno e gli storici laboratori artigiani di Napoli e San Giorgio a Cremano, là dove nascono le celebri statue per il presepe. I conti si faranno alla fine, ma al momento l’azzardo sembra essere stato ripagato: non portano la firma di eccentriche artistar, ma quella dei 22 creativi dell’Associazione Corpo di Napoli; non seguono chissà quale concept elaborato, ma un eclettico pastiche emozionale che vaga tra costellazioni e lampade cinesi; eppure le luminarie, a Salerno, sembra stiano facendo il botto. Tra gemellaggi formali con Torino, capitale italiana delle luci d’artista; ed altri ideali con Stoccolma, città omaggiata da brillanti giardini d’inverno, Salerno prova a guardare verso il fondo del tunnel della crisi. Rischiarata da un Babbo Natale bianco led.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.