La galleria? È un format vecchio. E a Roma cinque giovanissimi si inventano Studio Pivot, un “service” per giovani artisti con location itineranti: debutto in via Giulia, a Palazzo Donarelli Ricci

“Abbiamo notato come l’arte contemporanea, specialmente a Roma, avesse bisogno di una nuova prospettiva: quella dell’incontro tra qualità dell’immagine e novità della sua diffusione. Così ci è venuto in mente di utilizzare le nostre rispettive competenze (l’architettura, l’ingegneria, la scrittura, le conoscenze storico-artistiche e le tecniche organizzative e relazionali) per fare in modo che gli […]

Abbiamo notato come l’arte contemporanea, specialmente a Roma, avesse bisogno di una nuova prospettiva: quella dell’incontro tra qualità dell’immagine e novità della sua diffusione. Così ci è venuto in mente di utilizzare le nostre rispettive competenze (l’architettura, l’ingegneria, la scrittura, le conoscenze storico-artistiche e le tecniche organizzative e relazionali) per fare in modo che gli artisti emergenti si trovassero supportati da professionalità serie ma altrettanto giovani”. Emanano ottimismo e determinazione, le parole con le quali si presentano i fondatori di Studio Pivot, nuova realtà di promozione del contemporaneo pronta al debutto sul panorama romano. E sono già novità, di questi tempi, ottimismo e determinazione: del resto loro sono nell’età giusta, giovani per davvero, cinque, tutti under 25.
Non è una galleria con uno showroom fisso”, si precipitano a precisare ad Artribune: prendendo le distanze da un format – lo vedevamo giusto ieri, in una news – che non se la passa benissimo. Loro vogliono impegnarsi nella consulenza e nello sviluppo di progetti per artisti, oltre che nell’organizzazione di esposizioni con selezione della location. Seguendo tutte le fasi, dallo sviluppo del concept alla redazione del progetto, fino al marketing e all’allestimento dell’esposizione.
E per il debutto mettono a segno un bel colpo, assicurandosi una location affascinante come l’Ipogeo di Palazzo Donarelli Ricci in vicolo Sugarelli, angolo con via Giulia. È lì che allestiscono la collettiva dal titolo A mano libera, evento della durata di un giorno che presenta le opere degli artisti Giuliano Cardella di Brescia, Francesco Ermini di Livorno e dell’illustratrice romana Ilaria Meli. Nella gallery, in anteprima immagini dello spazio e di alcune delle opere esposte…

Giovedì 20 dicembre 2012 – ore 18.30
Vicolo Sugarelli, 18 – Roma
www.s-pivot.com


CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • arianna

    peccato!!!
    avreste almeno dovuto prolungare questa mostra speciale almeno per 2 giorni….così non date la possibilità a chi vorrebbe , e non può per motivi di lavoro,di presenziare!
    Complimenti per l’idea: è fantastica!

  • debuttante

    si sa benissimo che fare una mostra della durata di un giorno non serve a un cazzo
    agli artisti serve gente che sappia fare mercato e non azioni estemporanee
    scusate la sincerità
    comunque complimenti lo stesso

    • tutank

      Mercato, mercato, mercato……… debutti proprio bene se pensi solo a quello.
      Perché non ti cimenti a fare Arte?

  • esperto

    Il grande errore italiano è pensare che il “mercato” non passi anche attraverso il “come-dove-perché”: ci sono tanti artisti che, stando una settimana fermi in un luogo, perdono solo tanto tempo. E l’idea di una giornata, invece, può aumentare la visibilità se la notizia circola come sta già facendo. Gli schemi non sempre funzionano, e chi lo dice che questi ragazzi non portino con sé persone interessate?

    Il mercato dell’arte non DEVE essere solo vendere. Bravi ragazzi!

  • Simonetta

    Alla faccia della crisi e di chi si piange addosso. Iniziativa, competenza e coraggio: questi sono i giovani che credono nel futuro. Grandissimi!!!