Italia meets Albania. Alla Galleria Nazionale di Tirana Daniele Capra cura l’edizione 2012 dell’Onufri Prize: otto artisti con la chiave postmoderna dell’eterna dicotomia realtà/fantasia. Ve li facciamo vedere nella gallery…

Quali sono le interazioni tra realtà e fantasia? Perché l’arte riesce a essere allo stesso tempo così vicina e così lontana rispetto alla percezione dell’umanità sui pensieri della vita quotidiana? Gli artisti hanno anche oggi punti di vista contraddittori sul mondo, come Amleto nel monologo di Shakespeare? Domande alle quali cerca di dare risposta la […]

Quali sono le interazioni tra realtà e fantasia? Perché l’arte riesce a essere allo stesso tempo così vicina e così lontana rispetto alla percezione dell’umanità sui pensieri della vita quotidiana? Gli artisti hanno anche oggi punti di vista contraddittori sul mondo, come Amleto nel monologo di Shakespeare? Domande alle quali cerca di dare risposta la mostra Perchance to Dream, atto finale della diciannovesima edizione dell’Onufri Prize, il più importante premio d’arte assegnato in Albania.
E quest’anno l’appuntamento si colora fortemente di tricolore, visto che a curare tutto il progetto è Daniele Capra, critico notoriamente di casa su Artribune, che si sta imponendo fra i principali curatori e promotori a livello internazionale della scena albanese. I verdetti del premio giungeranno a fine mostra, il 3 febbraio: ma intanto alla Galleria Nazionale di Tirana sono di scena gli otto artisti finalisti, che danno la loro visuale sull’eterna dicotomia realtà/immaginazione. L’artista che si ripropone come testa di ponte per quegli sguardi che cercano nuove vie aperte al futuro: la cosa ci ha affascinato, e vogliamo condividerla con voi nella ricca gallery della mostra e dell’affollato opening del 28 dicembre…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • L’Albania già da qualche anno era in fermento artistico: Adrian Paci un artista molto noto ne è la conferma.
    La Galleria Nazionale rappresenta un segno della rinascita culturale e della dignità di un Paese vessato e ancora in ricostruzione.
    Un curatore italiano è un orgoglio.

  • Skenderbeg

    Chi ha fatto conoscere l’arte albanese a livello internazionale non è Daniele Capra ma Edy Muka.
    Ricordo le interessanti edizioni dell’Onufri Prize curate da Edy Muka con la partecipazione di artisti internazionali. Con questa edizione si è ritornati ai tempi di Enver Hoxa!

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