Dove finirebbe la fruibilità del patrimonio nazionale senza i milioni di volontari? A Milano gli Stati Generali del Volontariato Culturale. Convegno e mostra

Lo Stato non è in grado di tutelare, salvaguardare e a dovere  il patrimonio dei beni culturali e del paesaggio nel territorio nazionale? E allora ci prova il settore del volontariato culturale. Un esercito di oltre 5 milioni di persone che si sostituisce alle istituzioni pubbliche, con non poche difficoltà, cercando di sopperire alle carenze […]

Milano, Villa Reale

Lo Stato non è in grado di tutelare, salvaguardare e a dovere  il patrimonio dei beni culturali e del paesaggio nel territorio nazionale? E allora ci prova il settore del volontariato culturale. Un esercito di oltre 5 milioni di persone che si sostituisce alle istituzioni pubbliche, con non poche difficoltà, cercando di sopperire alle carenze sempre più gravi alla luce dei tagli sempre maggiori ai fondi pubblici.
È a questo proposito che, in occasione della “Giornata Internazionale del Volontariato”, prevista per il prossimo 5 dicembre, la Fondazione Italiana Accenture (organizzazione promotrice di iniziative di innovazione sociale) e il mensile no profit Vita dedicano il 3 dicembre, a Milano, negli spazi di Villa Reale, un incontro con le maggiori associazioni che promuovono il volontariato culturale, dal FAI alla Fondazione CittàItalia, da Italia Nostra a Touring Club.
Bellezza che vive. Stati Generali del Volontariato Culturale” è il titolo del convegno che sarà il pretesto per analizzare il fenomeno, sviluppare nuovi obiettivi da raggiungere e presentare le diverse esperienze maturate, rivelando dati e protagonisti delle varie attività. Tra gli invitati all’incontro, oltre al ministro Lorenzo Ornaghi, anche l’assessore alla cultura Stefano Boeri, l’economista Pier Luigi Sacco e Anna Maria Buzzi del Mibac.
Per testimoniare l’impegno dei volontari saranno eccezionalmente aperte le sale della Collezione Grassi – al secondo piano della Galleria d’Arte Moderna, che conserva capolavori di artisti come Van Gogh, Manet e Toulouse Lautrec -, e verrà inaugurata una mostra fotografica realizzata in patnership con Shoot4change: “Bellezza che vive. Volontari per la cultura in azione”, un percorso per immagini nei luoghi in cui i volontari sono maggiormente attivi.
Infine, attraverso la piattaforma ideaTRE60 sarà presentato il concorso per idee “ARS. Arte che realizza occupazione sociale”, iniziativa volta a valorizzare il patrimonio artistico e a sensibilizzare l’opinione pubblica, possibilmente creando nuovi posti di lavoro. Perché – parrebbe ormai assodato, almeno a parole – senza cultura non esiste alcuno sviluppo possibile.

– Roberta Vanali

Bellezza che vive. Stati Generali del Volontariato Culturale
3 dicembre 2012
Milano, Villa Reale – Via Palestro 16
http://twitter.com/ideaTRE60

  • Angelov

    Il Volontariato, e non solo quello culturale, è stato spesso utilizzato in modo sconsiderato da Enti ed Istituzioni, quando è solo servito a far perdere posti di lavoro, producendo disoccupazione, per far invece spazio a delle persone, certamente in buona fede e di chiara onestà, come i Volontari appunto.
    Quando si parla di Volontariato, è come se si parlasse di un Bene Assoluto; senza mai metterlo in relazione al problema della Disoccupazione.
    Quanti Volontari occupano posti che potrebbero essere invece assegnati a dei Disoccupati?

    • Caro Angelo, sembra sfuggirti un piccolo particolare: se non ci sono soldi per pagare stipendi, l’alternativa al volontariato, non è l’occupazione di disoccupati ma semplicemente l’impossibilità di fornire il servizio. In tutt’altro settore, senza la Croce Rossa e tutte le varie Croci Bianche, Verdi, Azzurre, “l’urgenza” al pronto soccorso ce la porteresti in autobus.
      E non risolve nulla dire che se si gestissero in modo più corretto, onesto ed oculato i fondi, di soldi per gli stipendi ce ne sarebbero molti di più (cosa per altro asolutamente vera), perché una caratteristica ineliminabile delle risorse economico-finanziaria (ma per altro di qualsiasi natura) è quella di essere comunque limitate ed anche in una società “perfetta” e senza sprechi continuerebbero ad esistere servizi non fornibili per mancanza di fondi da destinar loro.
      Il volontario non occupa affatto il posto di un salariato ma da un servizio che, senza di lui, non potrebbe essere fornito.

  • Angelov

    Caro Luciano, tu dici che “se non ci sono i soldi per pagare gli stipendi”…forse vivendo all’estero non sei informato che in Italia ci sono migliaia di burocrati di medio livello che hanno uno stipendio od una pensione, superiore a quello del presidente Obama. La reggia inglese, costa meno del mantenimento del Quirinale.
    Ma forse il mio post è fuori luogo, in un portale dove è meglio evitare di portare alla luce certi argomenti.

    • Caro Angelo, non mi pare che Artribune sia particolarmente “filo-sistema”, mi pare anzi che, giustamente, lo critichi tutte le volte che ne trova motivo.
      Detto questo io vivo all’estero per una buona parte dell’anno ma sono cittadino Italiano (e ne sono fiero) e conosco perfettamente la situazione italiana perché, oltre a seguire i quotidiani importanti ed alcuni locali (della mia regione) ho parenti, amici, colleghi e conoscenti in Italia dove continuo a lavorare e persino esporre, anche quando non ci sono (attualmente ci sono miei lavori in almeno due mostre).
      Venendo al problema, ti ho scritto prima :
      “E non risolve nulla dire che se si gestissero in modo più corretto, onesto ed oculato i fondi, di soldi per gli stipendi ce ne sarebbero molti di più (cosa per altro asolutamente vera), perché una caratteristica ineliminabile delle risorse economico-finanziaria (ma per altro di qualsiasi natura) è quella di essere comunque limitate ed anche in una società “perfetta” e senza sprechi continuerebbero ad esistere servizi non fornibili per mancanza di fondi”
      Il volontariato esiste in tutto il mondo e l’Italia è ben lungi, purtroppo, dall’essere il paese in cui esso è più diffuso : solo in Europa ci sono moltissimi paesi che ci “battono” largamente, anzi per essere precisi , l’Italia è agli ultimi posti in tale classifica.
      Ora se in Austria, Olanda, Svezia e Gran Bretagna, , da sempre, nel volontariato è impegnato quasi il 40% della “popolazione attiva” ed in Germania e Francia si viaggia sul 30/35% (contro meno del 10% in Italia) … una buona ragione ci sarà, non ti pare?

  • Angelov

    Caro Luciano, intendevo il mio commento fuori luogo, perché sconfina in un discorso politico, ed Artribune è un portale che prevalentemente non si occupa di politiche etc.
    C’e poi da dire che hai elencato delle nazioni che il Volontariato se lo possono permettere…
    Qui da noi con pensioni da 500 euro e sussidi di disoccupazione così bassi, siamo veramente il fanalino di coda.

    Pratico volontariato come Guardia Ecologica da circa otto anni, ed uno dei giardini che normalmente presidio, è proprio quello ritratto nella foto di questo post.
    Conosco tutti i Custodi comunali della Villa Reale, ed alcuni di loro mi hanno confidato che il Comune da alcuni anni ha aperto le porte a volontari esterni per svolgere alcune funzioni in Villa.

    Forse l’istinto al Volontariato, nasce dalla necessità che ogni essere umano ha di amare ed avere un soggetto-oggetto su cui esprimere questo sentimento, piuttosto che dalla necessità di essere amato o protetto. Una persona sana e vitale, ha più necessitò di amare-dare che di essere amata-ricevere; è questo è anche alla base dell’Arte.
    Premesso questo, come nel giardino dell’Eden il diavolo ha messo la coda, nella forma di un serpente, così anche su questa bella utopia, le cattive intenzioni, hanno impresso il suo marchio.

    Siamo i nipotini di Macchiavelli, allevati col latte dell’ipocrisia.

    • Prendo atto di quella tu dici fosse tua intenzione ma ti faccio notare che scrivere “Ma forse il mio post è fuori luogo, in un portale dove è meglio evitare di portare alla luce certi argomenti.” suona molto diverso e, con quel “è meglio evitare di portar alla luce” fa pensare al tipo di critica che m’era sembrato di cogliere.
      Complimenti per la tua attività di volontario che ti fa onore, ma questo, come il resto del tuo post ha poco a che fare con la tua primitiva affeazione del “volontariato che toglie posti di lavoro ai disoccupati”.
      Ho citato delle statistiche ufficiali europee solo per dire che, appunto, il
      volontariato è, ed è sentito, come necessario (ed in misura quattro volte superiore a quella Italiana) anche in paesi dove la disoccupazione è un po’ meno preoccupante e diffusa che da noi (… solo pun po’ meno perché Francia ed Inghilterra non stanno poi tanto meglio e gli altri, a parte la Germania, sono nel “gruppone” della purtroppo ben alta “media europea”… di paesi “felix”, in occidente, ce ne son davvero più pochi, pochi) e, dato che tale propensione e “senso di necessità”, in quei paesi risale a tempi nei quali davvero li si poteva definire “felix” mi parrebbe che ciò stia ad indicare che il volontariato non è un “dirty trick” per non “assumere” ma una necessità quasi del tutto indipemdente dalla disponibilità di risorse economiche.

      • …a proposito Macchiavelli era tutt’altro che “ipocrita” era casomai “pregna tic” e “politically uncorrect” ma molto, molto franco!!!

  • Antonio

    5 milioni di volontari nel settore culturale: 1 italiano su 12, un adulto su 10; il dato mi sembra alquanto gonfiato…

    • Il numero totale dei volontari in Italia (tutti i settori) era di quasi 900 mila unità (dato ISTAT per il 2010)