Chu Teh-Chun, Zao Wou-Ki, Zhang Daqian. Sono queste le nuove star del contemporaneo globale, che fanno grandi le aste Christie’s e Poly Auction ad Hong Kong

Riproducono in territorio asiatico il successo delle aste newyorchesi della settimana precedente, le aste di Christie’s Hong Kong del 24 e 25 novembre di Asian 20th Century and Contemporary art. I collezionisti asiatici si dimostrano molto ottimisti e la domanda si rivela molto forte, determinata dalla scarsità delle opere di alta qualità reperibili in questo […]

Chu Teh-Chun - La forêt blanche II

Riproducono in territorio asiatico il successo delle aste newyorchesi della settimana precedente, le aste di Christie’s Hong Kong del 24 e 25 novembre di Asian 20th Century and Contemporary art. I collezionisti asiatici si dimostrano molto ottimisti e la domanda si rivela molto forte, determinata dalla scarsità delle opere di alta qualità reperibili in questo momento e da prezzi più convenienti rispetto ad un anno fa. 333.8 milioni di dollari è il totale dell’Asian week di Christie’s Hong Kong, di cui $87.5 milioni per i 590 lotti di arte contemporanea asiatica, stimati $59 milioni.
Top lot e record d’asta per Chu Teh-Chun con La forêt blanche II, venduto a $7.7 milioni ad un privato asiatico. II dipinto combina la pittura tradizionale cinese a inchiostro con quella occidentale a olio, trasformando una scena eterea di montagne coperte dalla neve in una composizione di colori molto ricchi e saturi, con pennellate energiche che allo stesso tempo richiamano la calligrafia classica. Dello stesso artista altre tre opere nella top ten, che hanno soddisfatto pienamente le stime anch’essi. Un altro record è stato battuto per il singaporiano Cheong Soo-Pieng, con Abstract Triptych, venduto a $547.334. L’opera reinterpreta gli elementi artistici della forma e della composizione attraverso pennellate dinamiche contro uno sfondo nero e arancione.
Ma è tutto il quartetto al top della classifica a schiacciare le stime massime pre-vendita, con Zao Wou-Ki (4.4 e 3.2 milioni) e Sanyu (4.2 milioni). Zao Wou-Ki è uno dei maestri più acclamati del  XX secolo, che si rifà ai paesaggi dei dipinti della dinastia Song e Yuan reinterpretando la loro estetica attraverso le tecniche e il colorismo occidentale. Nel comparto del Chinese New Realism ottimi risultati per Zeng Fanzhi, con una forte richiesta per la sua serie classica delle Mask, presente nella top ten con due esempi, battuti a $2.9 milioni e $2 milioni. Il world record per l’artista si è fermato al 2008 ($9.6 milioni), mentre il secondo prezzo più alto è stato raggiunto l’anno scorso, nella seconda ondata di euforia dopo quella di tre anni prima. Decimo posto per la super star Zhang Xiaogang, con un’opera del 2001 battuta a $1.6 milioni. L’Evening sale raggiunge una percentuale di venduto dell’87%, con 11 lotti venduti al di sopra del milione di dollari.
Nelle stesse giornate gioca la sua prima partita ad Hong Kong Poly Auction, totalizzando ben $67 milioni per i suoi 400 lotti, con una percentuale di venduto dell’82%. Anche qui la star è Chu Teh-Chun, con Rough Lourd et Vert Leger (No.39), venduto a $5 milioni, 5 volte la sua stima. Tibetan Women with Dogs di Zhang Daqian, uno degli artisti cinesi con il fatturato annuale più alto, viene venduto a $6.2 milioni, quasi 7 volte sopra la sua stima. Dopo questa asta inaugurale, Poly ha in calendario una vendita autunnale e una primaverile ogni anno. Il prossimo appuntamento di Hong Kong sarà da Sotheby’s il 3 dicembre.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.