Amore e Gelosia, fra Budapest e Firenze. Non è il titolo di un nuovo romanzo: è la storia di un successo italiano, protagonisti Bronzino e l’Opificio delle Pietre Dure

C’è una fetta di Italia che continua a fare l’Italia, ovvero ad eccellere a livello mondiale, anche nell’ambito dei beni culturali. E di questa fetta fa sicuramente parte l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, una delle più importanti e prestigiose istituzioni al mondo nel campo del restauro. Per la quale continuano a giungere riconoscimenti da […]

Venere, Amore e Gelosia di Bronzino, dopo il restauro

C’è una fetta di Italia che continua a fare l’Italia, ovvero ad eccellere a livello mondiale, anche nell’ambito dei beni culturali. E di questa fetta fa sicuramente parte l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, una delle più importanti e prestigiose istituzioni al mondo nel campo del restauro. Per la quale continuano a giungere riconoscimenti da istituzioni internazionali: nel caso in questione dall’Ungheria, dal Szépművészeti Múzeum di Budapest, che nel 2010 affidò proprio ai laboratori toscani il restauro dell’opera Venere, Amore e Gelosia di Agnolo di Cosimo, detto il Bronzino.
Durante le operazioni di restauro sull’opera – esposta anche nella mostra Bronzino. Pittore e poeta alla corte dei Medici, tenutasi a Palazzo Strozzi fra il 2010 e il 2011 -, sono emerse importanti novità, come la scoperta del volto di satiro con espressione ammiccante all’altezza della schiena del bambino in primo piano. Scoperte sorprendenti, possibili grazie all’indagine multispettrale N.I.R, condotta dall’Istituto Nazionale di Ottica del CNR di Firenze. Ora, conclusi gli ultimi interventi di consolidamento del colore e di pulitura, lunedì 24 dicembre, dopo 2 anni di lavoro, l’opera riprenderà la via di casa. Artribune ne ha approfittato per documentare l’operazione, con qualche immagine degli interventi e dell’opera restaurata…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.