Vogliamo la chirurgia etica: rifacciamoci il senno! Alessandro Bergonzoni all’Art for Business Forum, ma in forma di sagoma con aforisma. Disseminate in Triennale le icone degli ospiti delle passate edizioni

Da Michele De Lucchi a Maxwell L. Anderson, passando per Laura Curino, Michelangelo Patron e Carlo Sini. E poi ancora accademici, tecnici, imprenditori, intellettuali provenienti da ogni genere e campo del sapere: decine gli ospiti che in cinque anni di storia si sono affacciati all’Art for Business Forum, appuntamento milanese che getta un ponte tra […]

Odile Decq e Carlo Sini

Da Michele De Lucchi a Maxwell L. Anderson, passando per Laura Curino, Michelangelo Patron e Carlo Sini. E poi ancora accademici, tecnici, imprenditori, intellettuali provenienti da ogni genere e campo del sapere: decine gli ospiti che in cinque anni di storia si sono affacciati all’Art for Business Forum, appuntamento milanese che getta un ponte tra cultura d’impresa e cultura in senso lato. Tutti raccolti, in occasione dell’edizione 2012, nell’agile volume uscito per i tipi di Vita e Pensiero, versione snella – rivista e corretta – di quelli che un tempo sarebbero stati i monolitici e tremebondi “atti” delle giornate di talks.
Simpatici bigini quelli piazzati in giro per la Triennale, ospite del forum: sagome cartonate a grandezza naturale, con il ritratto del contributor e una pillola del suo intervento. In forma di aforisma: o di tweet, se preferite. “La cultura non ci sfama, ma l’ignoranza ci divora”, chiosa amaro Alberto Versace; ma la perla di sintesi ed ironia non poteva non appartenere a quel trapezista della lingua che è Alessandro Bergonzoni: strepitoso il suo “Vogliamo la chirurgia etica: rifacciamoci il senno!”. Il business sarà anche una cosa seria, ma l’arte ci mette un pizzico di sano brio: e così non mancano le leggerezze a margine di un appuntamento che fa di tutto per essere informale. Dal logo dell’iniziativa, il lembo di una cravatta che si trasforma in matita, fino allo stuolo di palloni giganti disseminato nell’altrimenti austero Salone d’Onore della Triennale.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.