Venezia si fa in quattro in vista del 2019. Dai beni culturali al design, dalle nuove tecnologie digitali ai restauri, tutto confluisce nel nuovo Salone Europeo della Cultura. E non manca il sostegno di privati illuminati…

Fin dal titolo – Venezia 2019 – è palese il legame con la candidatura che la Serenissima assieme a tutto il Nordest ha avanzato a Capitale Europea della Cultura, che nel 2019 spetterà notoriamente all’Italia. Ma il Salone Europeo della Cultura, in programma in diverse sedi fra il 23 e il 25 novembre, non vuole […]

I Magazzini Ligabue, a Venezia

Fin dal titolo – Venezia 2019 – è palese il legame con la candidatura che la Serenissima assieme a tutto il Nordest ha avanzato a Capitale Europea della Cultura, che nel 2019 spetterà notoriamente all’Italia. Ma il Salone Europeo della Cultura, in programma in diverse sedi fra il 23 e il 25 novembre, non vuole comunque chiudersi negli stretti ambiti strumentali al progetto: presentandosi quindi come iniziativa tesa a costruire “reti e relazioni tra le nuove forme nelle quali si manifestano e influenzano stili di vita e produzione di beni e servizi”. Che tradotto in fatti significa legare insieme, sinergicamente, due iniziative già esistenti e di prestigio, come il Salone dei Beni Culturali e Open Design Italia, e due novità, il Salone delle nuove tecnologie digitali per la cultura e Restauri Aperti.
Anima della tre giorni, promossa da Nordesteuropa Editore, Expo Venice e Corriere della Sera, sono spazi espositivi, workshop, con fulcro nell’area dei Magazzini Ligabue, dove hanno sede fra l’altro le due università veneziane (Ca’ Foscari e Iuav). Programma strutturato ed amplissimo, per il quale non possiamo che rimandarvi al link riportato in calce. Da notare però, in un momento in cui il sostegno privato al patrimonio è quanto mai al centro dell’attenzione, è la prima edizione di Restauri Aperti, che avrà come filo conduttore Venezia#Berlin per un confronto ravvicinato con la capitale tedesca, e sarà sponsorizzata dall’azienda Carron Spa di Treviso. Una realtà di eccellenza nel campo del restauro conservativo, con una significativa esperienza di livello internazionale acquisita con interventi in edifici storici fra l’isola di Malta e Venezia, Val di Sole, Padova, Treviso, Milano.

www.venezia2019.eu

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.