Un tuffo nella tradizione latinoamericana. Così Diego Rivera dipingeva Linda Christian, tra Hollywood e Messico. Aste calienti a New York, con Christie’s

Ancora aste d’arte latinoamericana a New York, da Christie’s, fino a  mercoledì 21 novembre. Trecento i lotti in catalogo, stimati per un totale di $20 milioni. Non poteva certo mancare, tra i big, il maestro Diego Rivera, con il dipinto del 1926 Madre: un eccellente esempio dell’interesse dell’artista per i ritratti di indigeni messicani (stima […]

Diego Rivera, Portrait of Linda Christian, 1947

Ancora aste d’arte latinoamericana a New York, da Christie’s, fino a  mercoledì 21 novembre. Trecento i lotti in catalogo, stimati per un totale di $20 milioni.
Non poteva certo mancare, tra i big, il maestro Diego Rivera, con il dipinto del 1926 Madre: un eccellente esempio dell’interesse dell’artista per i ritratti di indigeni messicani (stima $500-800mila). Sempre di Rivera Portrait of Linda Christian del 1947, stavolta un omaggio all’attrice hollywoodiana degli anni ‘40-’50, nativa del Messico, che rivela la perizia nell’utilizzo di colori brillanti e luminosi, ma anche il ricorso a elementi allegorici. La stima è di $250-350.000.
Di Fernando Botero c’è l’ironico Nun Eating an Apple, del 1981, in cui è rappresentato in maniera bizzarra il peccato originale (stima $500-700mila). Più recente è Horse, una scultura monumentale del 1999, stimata $700mila-1 milione.
Tra i brasiliani troviamo Candido Portinari, con il doppio ritratto di Lampião e Maria Bonita del 1947, un dipinto enigmatico che ritrae l’eroe popolare e bandito insieme alla sua compagna (stima $150-200mila). Del 1967 è Relief No. 190 di Sergio Camargo, conosciuto per i suoi rilievi in legno dalle astrazioni biomorfiche ($250-350mila). Molto forte in catalogo anche la presenza di artisti brasiliani contemporanei, con Cildo Meireles e soprattutto Adriana Varejão, il cui mercato sta crescendo rapidamente a suon di record: in asta è presente una sua opera del 1989, stimata $200-300mila; e poi Vik Muniz, Ernesto Neto, con una delle sue installazioni in tulle (stima $20-30mila), Mira Schendel, Jose Resende, Leda Catunda e Daniel Senise.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.