Tu chiamala se vuoi crisi economica: intanto sul contemporaneo Christie’s a New York presenta stime fra i 400 e i 600 milioni di dollari…

Giornate intensissime anche da Christie’s New York che tra il 14 e il 15 novembre presenterà 595 lotti nelle sue aste di Postwar and Contemporary Art, per una stima totale di 392-561 milioni di dollari. Con queste cifre da capogiro Christie’s segna il suo record per la stima più alta mai raggiunta in una sua […]

Jeff Koons - Tulips

Giornate intensissime anche da Christie’s New York che tra il 14 e il 15 novembre presenterà 595 lotti nelle sue aste di Postwar and Contemporary Art, per una stima totale di 392-561 milioni di dollari. Con queste cifre da capogiro Christie’s segna il suo record per la stima più alta mai raggiunta in una sua asta. Ma vedremo se la prossima Evening Sale del 14 novembre supererà anche il totale più alto di $388 milioni per 56 lotti venduti lo scorso maggio. I 74 lotti in catalogo per la Evening sono stimati $309-441 milioni, che comprendono icone Pop quali Warhol e Lichtenstein, ma anche Koons, Basquiat, Richter e Condo. Per l’Espressionismo Astratto Kline, Rothko, Hofmann, de Kooning e molti altri.
Dopo il successo di lunedì sera per l’asta dedicata ad Andy Warhol, sarà presente uno dei primissimi esempi di un dipinto 3D del grande maestro Pop, Statue of Liberty, l’unico della serie del 1962 ancora in mani private (stima su richiesta). In asta un’altra grande icona, dalla serie delle celebrities di Hollywood, Marlon, 1966, che cavalca la sua Triumph Thunderbird nella pubblicità per il film The Wild One. L’opera proviene dalla collezione di Donald L. Bryant, Jr., stimata $15-20 milioni.
Stima su richiesta anche per Untitled di Basquiat del 1981, rimasto in mani private per due decadi ed esposto nelle principali retrospettive dedicate all’artista. Nel 1988 venne battuto alla cifra record di $110.000, ma ora è in lizza per superare i $20 milioni raggiunti lo scorso giugno a Londra. In catalogo una delle opere più rappresentative di Jeff Koons, Tulips, il set di sette tulipani arcobaleno grandi 5 metri, stimati $20-30 milioni. Creati in edizione di 5, gli altri esemplari si trovano al Guggenheim Bilbao, Fondazione Prada e Viktor Pinchuk Foundation.
Un gruppo di opere degli anni ‘70 e ‘90 di Gerhard Richter è stimato $40 milioni. Tra queste, Prag 1883, risale all’anno di svolta che è il 1983, quando l’artista esplora la sua abbagliante astrazione in scala monumentale. L’opera celebra il centenario e il luogo di nascita di Franz Kafka, e proviene dalla collezione di Steven A. Cohen.

Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • luca rossi

    confondete mercato di prima fascia con fiere di periferia, quando parlate di crisi.

    Il problema è che nelle fiere, da 10-15 anni, si gonfiano arbitrariamente i valori delle opere – e di conseguenza i prezzi- , senza che esiste una vera critica d’arte e una curatela responsabile. Direi un caso P ART MALAT che con la crisi economica tende a venire allo scperto. Il collezionista buggerato 7-8 anni fà non ci sta più…ma mentre il risparmiatore parmalat protesta, il collezionista sta zitto per non passare per stupido ed avere più speranze di rivendere.

    la scuola di garutti ha fatto questo per anni, gonfiando di valore, senza motivi criticamente esposti, opere di giovanissimi, esattamente come lehman brothers gonfiava i titoli spazzatura….quindi è il mercato di terza e quarta fascia che soffre, non certo i capisaldi e i valori anni 90….in quel caso c’è stata una critica internazionale attiva….poi possiamo stare quì a opinare su i soliti nipotini anni 90 di warhol, ma questo è un altro discorso…

  • Clarissa

    Christies appartiene a F. Pianult ( protagonista dello scandalo koons à Versailles) uno dei maggiori collezionisti d’ arte contemporanea, e multimiliardario ( uno dei 50 uomini piu ricchi del mondo). È lui che vende le opere a se stesso per alzarne i prezzi sul mercato, cosi facendo fa salire la quota dei propri artisti per ricavarne profitto durante le sue vendite, un circolo chiuso del valore artistico

    http://medialab.sciences-po.fr/controversies/2010/Versailles/index.php/organisateurs/francois-pinault/

  • Fabio

    Il mercato fa semplicemente il suo lavoro,Pinot compreso.Non si puo chiedergli di fare altro.Sarebbe ingenuo.

    E l’arte avrà sempre un rapporto con il mercato.Come tutte le altre attività dell’uomo.

    Se i prezzi vengono “gonfiati” le uniche ragioni sono quelle del mercato stesso.Il mercato lavora solo per se stesso.Si riproduce all’infinito.Non conosce altre ragioni.

    L’arte puo desiderare in buona o cattiva fede di deriderlo,sbeffeggiarlo…..ma non puo evitare di essere inglobato da un mercato che quegli stessi sberleffi rivenderà a proprio beneficio.

    Il mercato pagherebbe profumatamente chi lo piglia per i fondelli.. ,nella piu criticamente acclamata delle maniere.
    Con una buona curatela ce la si puo fare.