Torino Updates: lascia? Macché, triplica! Ad Artissima Illy premia il Present Future del contemporaneo: e per la prima volta ci scappa l’ex aequo. Scoprite chi sono i tre che vincono una mostra al Castello di Rivoli.

Ristretto? No, doppio. Anzi: triplo. Caffè lunghissimo quello servito dal Premio Illy, da dodici anni tradizionale appuntamento che celebra, nei padiglioni di Artissima, le stelle di domani. Per la prima volta si assegnano gli ex aequo: deroga decisa da una giuria – quella composta da Andrew Berardini, Beatrice Merz, dalla direttrice della Kunsthalle di Zurigo […]

Ristretto? No, doppio. Anzi: triplo. Caffè lunghissimo quello servito dal Premio Illy, da dodici anni tradizionale appuntamento che celebra, nei padiglioni di Artissima, le stelle di domani. Per la prima volta si assegnano gli ex aequo: deroga decisa da una giuria – quella composta da Andrew Berardini, Beatrice Merz, dalla direttrice della Kunsthalle di Zurigo Beatrix Ruf e dal direttore dell’ICA di Londra Gregor Muir – fulminata sulla via di Present Future. La sezione sperimentale della fiera torinese, che da il titolo al premio, coinvolge in termini di qualità e serietà dell’offerta al punto da moltiplicare le menzioni: ad aggiudicarsele sono la svizzera Vanessa Safavi, sostenuta dalla Galleria Chert di Berlino, il nostro Santo Tolone con la Galleria Limoncello di Londra e il guatelmateco Naufus Ramírez-Figueroa, proposto dalla connazionale Proyectos Ultravioleta. Per la triade una collettiva al Castello di Rivoli nel prossimo 2013: con la speranza che l’esperienza costituisca il primo passo di un percorso analogo a quello che ha visto trionfare in tempi non sospetti gente come Phil Collins, Patricia Esquivias e Padraig Timoney.
Sorrisi e strette di mano alla premiazione, nel coffe-corner in cui Illy presenta la nuova serie delle sue ormai imperdibili tazzine d’autore: dopo Pistoletto, Abramovic, Rauschenberg, Kosuth e compagnia cantante tocca a Kiki Smith lasciare un segno indelebile alla pausa caffè. Tra temi floreali, farfalle e il calore ricorrente di un sole accesissimo.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.