Torino Updates: arte a colazione. Cappuccio e brioches per il vernissage domenicale alla Barriera: foto e video dalla collettiva degli ultimi ospiti del programma di residenze internazionali Resò

In barba alla bohème e all’idea dell’artista animale notturno: la Torino dell’arte si sveglia presto. Anche di domenica. Vernissage con il cornetto in mano per Six Coups De Dés, collettiva ideata da Resò Meet Up, ultima evoluzione del progetto di residenze internazionali Resò: un programma sostenuto dalla Fondazione per l’Arte CRT e accolto alla Barriera, […]

In barba alla bohème e all’idea dell’artista animale notturno: la Torino dell’arte si sveglia presto. Anche di domenica. Vernissage con il cornetto in mano per Six Coups De Dés, collettiva ideata da Resò Meet Up, ultima evoluzione del progetto di residenze internazionali Resò: un programma sostenuto dalla Fondazione per l’Arte CRT e accolto alla Barriera, realtà che dal 2007 contribuisce a rianimare una zona di Torino altrimenti condannata all’anonimato della semi-periferia. Fatta eccezione per i quarant’anni di Juan Sandoval, in mostra va un’infornata di under 30: che non sempre, però, esprime la freschezza che ti aspetti. Senso di déjà-vu per la vasca del collettivo auroraMeccanica, con l’inquieta animazione di un ormai scontato specchio di petrolio; idem dicasi per l’ennesima mappa relazionale, questa volta firmata da Driant Zeneli e volta a ricostruire i nomi e i volti della Torino dell’arte. Nel segno di Alighiero Boetti.

Curiosità, invece, per Roberto Fassone, che elabora un software in grado di randomizzare la nascita di un’opera d’arte. Il sistema pesca in modo casuale informazioni che riguardano il titolo, il linguaggio e il concept: l’artista si piega al volere della macchina e si mette al lavoro. Musica per organi caldi quella di Maya Quattropani, che registra peti a raffica e ne traduce le frequenze in note; mentre Juan Sandoval documenta giochi di ruolo in salsa medievale nella sua Medellin e Michela Depetris scava nell’intimo per ragionare sul rapporto tra opera e tempo. Artribune c’era, ed ecco foto e video…

– Francesco Sala

 

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.