Monet polverizza le stime, Picasso supera i 40 milioni di dollari. Ma anche le aste Sotheby’s New York confermano il momento tiepido del mercato

L’Evening Sale di Sotheby’s New York conferma il trend in discesa annunciato da Christie’s per le aste di Impressionist and Modern Art. Il totale parla di 163 milioni di dollari – 6 milioni al di sotto della stima minima -, e di una percentuale di venduto del 69%. 4 lotti superano i 10 milioni di […]

L’Evening Sale di Sotheby’s New York conferma il trend in discesa annunciato da Christie’s per le aste di Impressionist and Modern Art. Il totale parla di 163 milioni di dollari – 6 milioni al di sotto della stima minima -, e di una percentuale di venduto del 69%. 4 lotti superano i 10 milioni di dollari, cinque i 5 milioni e 32 il milione. Tripletta per Picasso con $41.5 milioni per Nature morte aux tulipes, mentre Femme a la fenetre (Marie-Therese) viene battuto a $17.2 milioni e Le Viol a $13.5 milioni. In totale le opere di Picasso in catalogo portano a casa più di 80 milioni, ma metà del totale. Non trovano un compratore Plant de tomate e Femme a la robe verte.
Schiaccia le stime Claude Monet, con Champ de Ble battuto a $12 milioni contro una stima di $5-7. Supera la stima massima anche Iris dello stesso artista, battuta a $6.1 milioni. Buoni risultati anche per Paul Cezanne ed Henry Moore, le cui opere Femme nue debout e Two Piece Reclining Figure no.1 raggiungono $5.3 e 4.6 milioni rispettivamente. Belle  Haleine, Eau de Violette, nata dalla collaborazione di Man Ray e Marcel Duchamp, è battuta a $2.4 milioni, ben al di sopra della stima massima.
Insomma il mercato sembra ancora un po’ ballerino, anche a New York dove la ripresa è più forte rispetto all’Europa. Ma soprattutto viene rimarcata sempre più l’esigenza di opere di prima scelta, che sono sempre più difficili da reperire anche se al momento l’offerta si presenta molto più ampia rispetto alla domanda.

– Martina Gambillara

CONDIVIDI
Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.