Milano, corso di Porta Ticinese contro il degrado di tag e graffiti. Arte urbana sulle saracinesche, provando a reinventare il quartiere. Con ironia

“Via dell’Ironia non è una conseguenza, è una necessità!”. È questa l’alternativa “toponomastica” che, nell’ultimo anno, ormai ufficialmente, va accompagnando la strada da sempre più alternativa di Milano, corso di Porta Ticinese\Colonne di San Lorenzo. Tra polemiche e denunce, malumori di residenti o commercianti, monta anche – di contro – l’entusiasmo di giovani e studenti […]

SDS - Corso di Porta Ticinese, Milano

Via dell’Ironia non è una conseguenza, è una necessità!”. È questa l’alternativa “toponomastica” che, nell’ultimo anno, ormai ufficialmente, va accompagnando la strada da sempre più alternativa di Milano, corso di Porta Ticinese\Colonne di San Lorenzo. Tra polemiche e denunce, malumori di residenti o commercianti, monta anche – di contro – l’entusiasmo di giovani e studenti che ogni giorno, fino a notte fonda, popolano il “corso” nevralgico della “indie-movida” meneghina: la nota strada sta infatti trasformandosi, via via, in un esperimento che attraverso l’arte di strada a firma SDS, prova a mutare il suo aspetto e la consueta cifra del degrado urbano. Una forma originale di street poetry, che coinvolge anche l’Accademia di Brera, per un progetto che è in realtà orchestrato da Maurizio Romani. Un critico? Un artista? Un docente? Uno studente? No: un commerciante del quartiere, 55 anni, proprietario della gioielleria Tam Tam.
Così, ogni saracinesca si trasforma in superficie creativa, su cui si srotolano testi umoristici, freddure, citazioni, versi, battute, pensieri. E se la gente del posto dichiara: “Sogniamo che questa diventi una zona franca, dove la gente può comunicare senza essere etichettata”, Romani, aggiunge: “Per la prima volta nella storia della città anche i commercianti dimostrano di avere un’ironia”.
Un’azione, la sua, che si pone in contrasto rispetto al proliferare dissennato delle tag dalle crew locali, che vergognosamente continuano a imbrattare non solo corso di Porta Ticinese ma tutta la metropoli. Un tentativo estremo di salvataggio. Riuscirà l’ironia a combattere l’incuria?

– Caterina Misuraca

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Caterina Misuraca
Caterina Misuraca nata a Lamezia Terme nel 1976. Vive e lavora a Milano. Laurea all’Università di Bologna in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo. Giornalista di cronaca, politica, costume e società. Curatrice mostre d’arte sociale (tra queste: OggettInstabili - Moti Urbani StazionImpossibili). Contitolare Agenzia di Comunicazione Misuraca&Sammarro. Organizza eventi di critical fashion ed ecodesign (tra questi: Natura Donna Impresa Verso Expò 2015 - IOricicloTUricicli). Dal 2008 collaboratrice di Exibart, da marzo 2011 passa ad Artribune.
  • Luke

    Corso di porta ticinese é bello così com’è! Non c’é alcun bisogno di ulteriori velamine pittoriche a ricoprire i muri… Per di più ci mancava anche l intervento ‘artistico’ dell’Accademia..
    Si ridurrà a un intervento di abbellimento senza alcun successo, assolutamente non necessario e che omologherà la zona alle tante altre zone considerate disagiate, che per volere di chissà quale ominuncolo, a cui zampilla in testa l’idea di rinnovamento urbano utile a un contesto artistico ma decoroso, diventano tutte uguali e omologate.
    Si guardi per esempio alla stazione Garibaldi-Isola, il cui sottopassaggio in poco tempo è diventato veramente qualcosa di indecente. Grazie agli artisti, alle istituzioni scolastiche e a chi le ha appoggiate!

  • In #Albania qualcuno dipinge le statue d’oro. Una riflessione su #arte pubblica nei cosiddetti #luoghicomuni
    http://mag.studio28.tv/mag/il-confine-tra-vandalismo-e-interazione/