Mescole in mostra. Pirelli apre la Settimana della Cultura d’Impresa mettendo mano al suo archivio storico: allestimento di sobria eccellenza, a Milano, per una storia degli pneumatici

In principio il progetto, austero come solo un ingegnere potrebbe immaginarlo. Poi il bozzetto, prima concessione ad un timido estro d’artista. Infine la campagna promozionale, con i vari Bob Noorda e Riccardo Manzi a sbizzarrirsi tra colori sgargianti e forme ammiccanti. Con L’Umanesimo Industriale di Pirelli la storica azienda milanese apre negli spazi di viale […]

In principio il progetto, austero come solo un ingegnere potrebbe immaginarlo. Poi il bozzetto, prima concessione ad un timido estro d’artista. Infine la campagna promozionale, con i vari Bob Noorda e Riccardo Manzi a sbizzarrirsi tra colori sgargianti e forme ammiccanti. Con L’Umanesimo Industriale di Pirelli la storica azienda milanese apre negli spazi di viale Sarca, a un tiro di scoppio dal “suo” Hangar Bicocca, quella Settimana della Cultura d’Impresa che vede inserita in un ricco cartellone di eventi anche la condivisione dei patrimoni documentali conservati negli archivi storici di alcune tra le maggiori imprese italiane.
Campari, Martini, Olivetti, Ermenegildo Zegna e, tra le altre, anche Pirelli. Che lancia la digitalizzazione della propria celebre rivista – a quando quella del meraviglioso calendario? -, la raccolta in DVD di spot vintage e una mostra, splendidamente allestita, che racconta il processo creativo che conduce alla nascita del copertone. Oltre trecento progetti per decine di pneumatici dalle caratteristiche e performance diverse tappezzano il pavimento della sala che accoglie l’esposizione; pareti piene occupata da bozzetti tratteggiati a mano dei vari battistrada. E poi la testimonianza delle variegate campagne pubblicitarie d’autore, intervallate dai cosiddetti “reportage pittorici” effettuati in fabbrica da Treccani, Bianconi e Cazzaniga. Ma anche Guttuso, di cui si conservano dipinto originale e mosaico de La ricerca scientifica.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.