Melandri in notturna al Maxxi. La prima mossa della presidentessa (in carica da lunedì) strizza l’occhio a Marco Muller: apertura 11-23 per tutti i giorni del Festival del Cinema

Sono mille gli ingredienti che Giovanna Melandri deve miscelare se vuole ottenere quei risultati che, come lei ha detto “dopo tre anni”, potranno spazzare via le critiche che ne hanno accompagnato l’arrivo alla Fondazione Maxxi. Uno di questi ingredienti, come accade in tutti i musei del mondo, è anche quello del glamour. Nella capitale d’Italia […]

Giovanna Melandri

Sono mille gli ingredienti che Giovanna Melandri deve miscelare se vuole ottenere quei risultati che, come lei ha detto “dopo tre anni”, potranno spazzare via le critiche che ne hanno accompagnato l’arrivo alla Fondazione Maxxi. Uno di questi ingredienti, come accade in tutti i musei del mondo, è anche quello del glamour. Nella capitale d’Italia intristita dalla volgare amministrazione degli ultimi anni un pizzico di glamour è rimasto forse solo in quella che si chiamava un tempo la Festa del Cinema, oggi Festival del Film perché i nostri politici, per far vedere che esistono, cambiano i nomi alle cose…
Ma torniamo al Maxxi ed al glamour. Come può fare un museo d’arte contemporanea in cerca d’autore per rimarcare il suo ruolo di alto contenitore culturale e per ricavarsi uno spazio in una manifestazione che punta molto sullo showbiz? In due modi: il primo è ospitare una parte della programmazione del Festival al Maxxi – e ne abbiamo già parlato, con tanto di Douglas Gordon come giurato -; il secondo, invece, è una trovata della Melandri e suo primissimo atto da presidente. Apertura 12 ore di fila del museo (e di tutti i servizi adiacenti, anche se per quanto riguarda il ristorante consigliamo una cena solo a chi non ha tante pretese gastronomiche, ahinoi), dalle 11 del mattino alle 11 di sera dal 10 novembre fino al 17.
Purtroppo i percorsi che separano Auditorium (headquarter del Festival) e Maxxi, a dispetto della estrema prossimità geografica, parlano di auto accatastate ovunque, buio pesto di notte e percorsi pedonali da Camel Trophy, ma intanto è un primo tentativo per provare a unire i due poli sperando che un arredo urbano europeo faccia il resto.
Nella migliore delle ipotesi, ed è quello che auspichiamo, il Maxxi diventerà a partire da quest’anno la vera piazza del Festival del Film. E chi vorrà potrà farsi anche un giro nelle mostre in corso. Uno sposalizio tra i mondi del cinema e dell’arte contemporanea che a Roma sarebbe non strategico, di più.