Inutile provare ad ampliare gli spazi del Museo del 900. Libeskind ci prova, ma Claudia Gian Ferrari purtroppo ci rimette. Flop a Milano

L’appuntamento era di quelli attesissimi: da una parte perchè al centro dell’attenzione c’era Claudia Gian Ferrari, mitica gallerista, mecenate e per decenni animatrice dell’ambiente artistico milanese. Dall’altra perchè ad allestire al Museo del 900 di Milano una mostra infarcita di capolavori – da Sironi a de Chirico, da Martini a Merz -, cercando la chiave […]

L'allestimento di Libeskind

L’appuntamento era di quelli attesissimi: da una parte perchè al centro dell’attenzione c’era Claudia Gian Ferrari, mitica gallerista, mecenate e per decenni animatrice dell’ambiente artistico milanese. Dall’altra perchè ad allestire al Museo del 900 di Milano una mostra infarcita di capolavori – da Sironi a de Chirico, da Martini a Merz -, cercando la chiave per strutturarla in spazi del tutto inadeguati, era stato chiamato un big come Daniel Libeskind. Ed il pubblico in effetti ha risposto numerosissimo, richiamato anche dall’altra esposizione che si inaugurava, dedicata a Olivetti e l’Arte Cinetica.

Quello che non ha risposto, è stata la mostra. Gli spazi al piano terra dell’ex Arengario sono oggettivamente piccoli, e gli artifici scenici ideati dall’archistar – un segno grafico forte, un taglio labirintico che vorrebbe dissimulare l’angustia di certi passaggi – non riescono a presentare al meglio la straordinaria collezione, relegando troppo spesso le opere in pochi metri quadrati, prive di respiro e di fruibilità. Se ci si aggiunge un “catalogo” che assomiglia più alla brossura di un supermercato che ad un volume d’arte, chi avesse conosciuto la fumantina Claudia potrebbe ben immaginare la sua furia, davanti ad un trattamento tanto sciatto. Giudicate voi, le immagini della gallery parlano chiaro…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • elena

    se e’ veramente cosi, Claudia un trattamento del genere non se lo merita prorio!!!!

  • And

    E non avete detto la cosa principale: Libeskind che si è vantato di aver lavorato gratis!! Sarà per questo che con la scusa di dover ripartire si è dileguato senza fare il giretto inaugurale? (della serie: beccatevi sto supermercato che ho l’elicottero fuori!)

  • luca

    Per inciso, il catalogo è stato realizzato da Electa…che tristezza…
    A quando la fine del monopolio da parte di pochissime grandi case editrici che ormai brillano solo per sciatteria e arroganza?