I galleristi raccontano la loro Artissima. Tra l’assalto del pubblico della domenica e la piacevole presenza di tanti collezionisti svizzeri e francesi, abbiamo fatto videointerviste a tredici espositori da tutto il mondo

“Per noi è andata bene”, “fanno entrare troppa gente”, “è il primo anno e ho fatto più contatti che vendite”, “all’inaugurazione c’erano solo torinesi”, “all’inaugurazione c’era un ottimo pubblico”, “è stato pieno zeppo di francesi e svizzeri”, “sì, ma anche qualche americano e poi gli arabi e gli indiani che si riconoscevano dall’abbigliamento”. Insomma, ce […]

“Per noi è andata bene”, “fanno entrare troppa gente”, “è il primo anno e ho fatto più contatti che vendite”, “all’inaugurazione c’erano solo torinesi”, “all’inaugurazione c’era un ottimo pubblico”, “è stato pieno zeppo di francesi e svizzeri”, “sì, ma anche qualche americano e poi gli arabi e gli indiani che si riconoscevano dall’abbigliamento”.
Insomma, ce ne hanno dette di tutti i colori i 13 galleristi di tutto il mondo che abbiamo intervistato nelle ore di chiusura, domenica pomeriggio, dell’edizione 2012 di Artissima. Nonostante qualcuno abbia scritto (vedi qui) che Artribune fa terrorismo criminale contro i galleristi, loro ci hanno risposto con piacere e ci hanno regalato una serie di feedback che, messi uno dopo l’altro, costituiscono una vera e propria recensione della fiera. Sono le nostre interviste (tra l’altro imitatissime, dopo un anno dalla loro nascita) sul “come è andata”. Eccole nel video.

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  • TAttoli

    E che diamine!!! Aspettavo le interviste e infine sono arrivate. GRAZIE

  • Pietro Gucci

    Tutti contenti ma allora perchè sembrano così tristi? sono tutti impiegati dell’arte? che noia.

    • si però

      sì però che noia anche questi commenti, sempre uguali

      • Pietro Gucci__

        si vede che io non mi rassegno come te a questa specie di nosocomio. Ho avuto la fortuna di frequentare l’arte quando questa era qualcosa di diverso, era un mondo alternativo all’uffcio e ala catena di montaggio.
        Guardati queste facce, al di là delle loro esternazioni di rito, che cosa vedi? Dei tristi burocrati che si trovano a cercare di guadagnare qualcosa con un teatrino che non dà segno di vita.

        • Lorenzo Marras

          Signor Gucci nella catena di montaggio non e’ e non era tutto rose e fiori; molti operai ci rimettevano la pelle e la salute e questo per portare il pane in casa.
          La prego, eviti certi paragoni.Sono sicuro che Artisti come Lei dice del passato , non li avrebbero fatti perche’ consapevoli della societa’ in cui vivevano.
          Buon giorno.

          • Pietro Gucci__

            Marras, cerchi di capire quello che scrivo e non faccia comizietti da televisione.
            Mi riferisco, ed è chiaro, alla grigia atmosfera che regnava in fiera e che vedo negli occhi vuoti e nelle menti assenti di questi ‘galleristi’ o peggio nei loro segretari/portavoce.
            Mi dispiaccio di questo clima, ma sono felice che voi vi ci troviate a vostro agio.

          • Lorenzo Marras

            Gucci non posso comprendere quello che per me è inaccettabile.

  • @si però scrive. Beh ma una fiera è un fiera, esponi delle opere, passa della gente, vendi o non vendi…se le interviste son fatte in questo contesto cosa altro si possono inventare gli intervistati? Che le piste erano ben innevate o che l’arbitro doveva fischiare il rigore?