Florens Updates: Renzi, Ornaghi e la polemica latente. All’apertura del Forum Internazionale della Biennale fiorentina, non mancano gli attacchi a distanza

In un Salone dei Cinquecento gremitissimo di pubblico, con l’ormai istituzionale ora di ritardo sul programma previsto, ha preso avvio l’8 novembre il Forum Internazionale che sostanzialmente chiuderà i lavori di Florens 2012. Il programma, che si dipanerà nei prossimi tre giorni, prevede una serie di tavole rotonde incentrate sui topic: Dal Grand tour al […]

Florens 2012 Apertura Forum Matteo Renzi (foto di Federica di Giovanni)

In un Salone dei Cinquecento gremitissimo di pubblico, con l’ormai istituzionale ora di ritardo sul programma previsto, ha preso avvio l’8 novembre il Forum Internazionale che sostanzialmente chiuderà i lavori di Florens 2012. Il programma, che si dipanerà nei prossimi tre giorni, prevede una serie di tavole rotonde incentrate sui topic: Dal Grand tour al Global tour, Il paesaggio come risorsa e Atmosfere creative: territorio e produzione di cultura.
Ma al di là degli specifici contenuti del Forum, l’attenzione di tutti gli intervenuti è stata magnetizzata dai “discorsi inaugurali” che ne hanno accompagnato l’avvio, spingendosi spesso ben oltre le semplici “frasi d’occasione”. Giovanni Gentile ha subito riportato l’attenzione sulla grande installazione di Mimmo Paladino, che, “al di là di qualche piccola polemica”, si è pienamente integrata nel tessuto cittadino. Stesso discorso per i tre Crocifissi lignei in Battistero, che hanno attirato ogni giorno oltre 2mila visitatori. E senza nascondere il sogno di prolungare queste installazioni, Gentile ha poi sottolineato una “attenzione inaspettata” da parte del Governo, confermando la presenza del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini nella giornata di sabato, oltre a quella di Corrado Passera, che chiuderà i lavori di Florens 2012.
Ma il clou della mattinata è stato l’intervento di Matteo Renzi, che ha scelto (non a caso) un approccio più aggressivo. “Negli ultimi 10 anni, l’investimento statale nella Cultura è sceso del 30%. E se un privato investe in cultura, lo stato dovrà garantirgli un diverso regime fiscale: sennò questo non interverrà mai! Ma non si dica: aspettiamo la fine della crisi! La crisi è un’opportunità. Una scommessa culturale che potremo vincere solo giocando all’attacco!”. E mentre il sindaco/aspirante premier, lasciata la sala, twittava i suoi slogan sui megaschermi collegati in tempo reale, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi faceva certo una ben più misera figura, esaltando la “Firenze capitale della cultura”, e proponendo la sua personale ricetta per il futuro: “Se vogliamo uscire dalla crisi servono le soluzioni più appropriate: conservare, salvare, promuovere e valorizzare”.

– Simone Rebora­­

www.fondazioneflorens.it


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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.