Florens Updates: mentre fervono i preparativi per la dieci giorni fiorentina, in Piazza Santa Croce prende forma l’installazione di Mimmo Paladino. Foto e video in anteprima

Misura 80×50 metri, ed occupa per intero la superficie della più grande piazza del centro storico fiorentino. È la gigantesca croce ideata da Mimmo Paladino appositamente per Piazza Santa Croce (e curata nella realizzazione da Pino Brugellis e Sergio Risaliti), in occasione di Florens 2012. Più di 50 blocchi di marmo provenienti dalle cave di […]

Misura 80×50 metri, ed occupa per intero la superficie della più grande piazza del centro storico fiorentino. È la gigantesca croce ideata da Mimmo Paladino appositamente per Piazza Santa Croce (e curata nella realizzazione da Pino Brugellis e Sergio Risaliti), in occasione di Florens 2012. Più di 50 blocchi di marmo provenienti dalle cave di Carrara, di dimensioni e forma variabili (fino ai 4 metri di altezza), inframmezzate da cumuli o distese di candida graniglia.

La lavorazione è ancora in corso, e l’artista interverrà direttamente sui marmi, incidendovi simboli e figure. In attesa dell’inaugurazione prevista per sabato 3 novembre alle 15, Artribune ha documentato i lavori in corso, incrociando anche l’artista a passeggio nella sua creazione…

– Simone Rebora

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.
  • Angelov

    Esistono dei malintesi nell’ambito dell’Arte Contemporanea, ormai accettati e dati per scontato, la cui spiegazione meriterebbe pagine e pagine, e non un breve commento di poche righe.
    Il primo è che la Fotografia sia un’arte minore rispetto alla Pittura, per cui ci si trova poi di fronte a dei quadri che condividono una Visione solo fotografica ma non pittorica; malinteso spesso male compensato da sapientissime tecniche iperrrealiste.
    Un’altro malinteso, è quello che anche la Scultura sia un’arte minore rispetto alla Pittura; e forse per via della differenza delle quotazioni tra le due arti sul mercato artistico; onde per cui a volte pittori, anche di grande talento, si cimentano spesso con l’aiuto di bravi assistenti in questo ambito, forse per dimostrare a se stessi qualcosa che però poi sfugge ad un attento occhio critico.
    Spesso l’esperimento finisce nel naufragare in quella che viene definita come una Istallazione; anche se il punto di partenza di una vera Istallazione, è quasi diametralmente opposto a questa impostazione, poiché presuppone, secondo me, una condivisione tra le varie arti, (quasi un retaggio del Non-finito michelangiolesco), ma in un’epoca dove la tecnologia e la scienza permettono di mixare gli ingredienti e le sue componenti, in alchimie imprevedibili e a volte meravigliose.